17 Settembre 2021 Attualità

IL PERSONAGGIO: Ricciardo, il messinese. Le radici siciliane del pilota di Formula 1

di Fabrizio Bertè per Repubblica Palermo – “Aveva 7 anni quando è venuto a Ficarra per la prima volta. Era un bimbo sveglio, che mangiava tanto e voleva sempre giocare. E parlava in dialetto siciliano”. Daniel Ricciardo, 32 anni, pilota italo- australiano di Formula 1, con la sua McLaren ha vinto il Gran Premio di Monza. Entrando nella storia. Daniel, all’anagrafe Daniel Joseph, è nato a Perth, la capitale dell’Australia Occidentale, l’1 luglio del 1989. Ma le sue origini sono italianissime. Suo padre Joe, infatti, è siciliano di Ficarra, un piccolo paesino della provincia di Messina. E a Ficarra c’è chi ancora lo ricorda bimbo. Scorrazzava tra le vie di Contrada Matini, dove c’è la casa che ha dato i natali al nonno di Daniel, Francesco, e al papà Giuseppe, il cui nome è stato col tempo è diventato Joe.

E la signora Rosina, 81 anni, prozia di Daniel, conserva un bellissimo ricordo del nipotino: “Sono la moglie del fratello di Francesco, il nonno di Daniel – racconta Rosina, con una lucidità da far invidia – Mio nipote Giuseppe, che tutti chiamiamo Pippo, ha lasciato la Sicilia con i suoi genitori quando aveva appena 11 anni. Una famiglia numerosa e molto umile. Una famiglia di contadini costretta a lasciare l’Italia in cerca di fortuna “. Giuseppe, che ha cinque fratelli, e nel frattempo era diventato Joe, torna spesso a casa.

E in Sicilia portò anche Daniel quando aveva appena 7 anni: “Sono passati più di 20 anni – dice la zia – ricordo un bambino vispo e sveglio che parlava in dialetto. Daniel era una buona forchetta e si divertiva con i cuginetti, pur non conoscendoli bene. Sono stati qui circa 15 giorni e c’era anche Michelle, la sorella più grande di Daniel. Nel 2001, assieme a mio marito, siamo stati in Australia a trovarli. Daniel aveva 12 anni e aveva iniziato a correre con i kart da circa 4 anni. Suo papà era un grande appassionato di motori, ma provenendo da una famiglia molto umile non ha potuto inseguire il suo sogno. In Australia faceva l’operaio. E ha trasmesso questa passione a Daniel. Quando siamo stati in Australia lui non c’era quasi mai, era sempre in giro a gareggiare. Ma anche allora, quando ci ha visti, è stato affettuosissimo”.

E poi ci fu un terzo incontro tra Daniel e la zia Rosina, che nel frattempo si è trasferita nella vicina Brolo: “Nel 2014 partì un pullman da Ficarra con l’allora sindaco Basilio Ridolfo. In occasione di un Gran Premio incontrammo Daniel a Brisighella, in provincia di Ravenna. Lì ci fu un vero e proprio evento in suo onore e ricordo ancora la sua gioia e la sua commozione. Ci ha detto che gli sarebbe piaciuto un giorno tornare a Ficarra” . E sono tanti i parenti, lontani e vicini, che ricordano con affetto quel bimbo vispo che parlava in dialetto siculo. Tra questi, una cugina, anche lei di nome Rosina e fa la spola tra Capo d’Orlando e Ficarra assieme al compagno Giuseppe. E Giuseppe, che anche lui di cognome fa Ricciardo, assieme alla compagna Rosina custodisce gelosamente alcune foto di Daniel bambino. Proprio a Ficarra. Nella casa dei nonni.

Oggi Daniel sfreccia e incanta nei circuiti più importanti di tutto il mondo e non ha intenzione di arrestare la sua corsa. E chissà che un giorno, magari, non possa realizzare quel suo piccolo desiderio di tornare a casa e riabbracciare la sua gente: ” Suo papà Giuseppe torna spesso – conclude la prozia Rosina – è stato a Ficarra ed è venuto a trovare i parenti e a far visita ai fan di Daniel. Lui ha tanti tifosi che prima che scoppiasse la pandemia si riunivano per vedere le corse. E anche io cerco di non perdermi neanche una gara. Se dovessi descrivere Daniel in poche parole? Di cuore. Lo era da bambino, e così lo abbiamo ritrovato a Brisighella. È il nostro orgoglio e io prego e faccio il tifo per lui. Gli auguro di realizzare i suoi sogni”. RASSEGNAWEB