24 Settembre 2021 Giudiziaria

“DRG”, L’INCHIESTA E I RETROSCENA: IO CHIUDO UN OCCHIO E TU MI ASSUMI GLI AMICI… LE INTERCETTAZIONI DELLA GDF.

Di EDG – L’attività di intercettazione avviata dagli uomini della Guardia di Finanza avrebbe messo in luce anche le richieste avanzate dalla dirigente Mariagiuliana Fazio ai responsabili delle strutture sanitarie soggette alla vigilanza e al controllo da parte dell’Ufficio da lei diretto, finalizzate all’assunzione di persone a lei vicine.

L’ex dirigente si sarebbe resa protagonista anche di ipotesi di reato che il gip ha bollato come di «mercimonio della funzione pubblica» per aver sollecitato Emmanuel Miraglia a migliorare il trattamento economico del figlio, dipendente della Giomi S.p.a.. La Fazio avrebbe ricevuto anche gioielli pagati dalla casa di cura, ottenuto da Chiera l’assunzione presso il centro sanitario gestito dalla Cure Ortopediche Traumatologiche S.p.a. del compagno di una sua collaboratrice amministrativa e da Barresi l’assunzione temporanea a Villa Salus di una amica.

Il compagno della collaboratrice amministrativa da assumere dalla COT e l’ausiliare alla Villa Salus.

“Si fa, segnatamente, riferimento – scrive il gip Leanza nell’ordinanza – alle vicende legate all’assunzione dell’infermiere S. G. presso la casa di cura C.O.T. — Cure Ortopediche Traumatologiche S.p.A. e dell’ausiliaria E. S. presso la casa di cura Villa Salus”.

“Con riguardo al G., compagno di V. D. T., sua collaboratrice amministrativa in servizio presso l’U.O.C. Ospedalità Privata dell’A.S.P. di Messina, una prima conversazione di interesse investigativo veniva registrata il 18 giugno 2019, allorquando la Fazio, dialogando con Chiera Domenico, direttore Sanitario deIla C.O.T. di Messina, segnalava la figura professionale del giovane, esaltandone il curriculum, ma sottolineando, al contempo, le ragioni“personali” che motivavano la richiesta {“senti Mimmo, io ti chiamavo per una cosa ascolta mioh…non mi dovete dire di no… ho un ragazzo bravissimo che tra l’altro è il compagno della giovaneeeee…dottoressa che io ora ho che si occupa delle case di cura, forse non ho avuto neanche il tempo di presentarvela la Dottoressa D. T. … ascoltami il compagno… perché vivono insieme… eccetera… è un infermiere non bravo di più, perché lui è specialista in proprio in soccorso di urgenza ed emergenza… ha fatto in rianimazione…io uh…guarda vorrei che tu vedessi…lo vedessi istruttore BLS…BLSD… cioè ha una cosa…cioè ha una preparazione un po diversa…” F: “Te lo posso…te lo posso mandare? domani mattina col suo…quando te lo mando? …dopodomani mattina te lo man…guarda guarda questo curriculum, non ti dico altro, io vorrei che veramente tu lo vedessi… perché non è il solito curriculum, va bene? … non…altrimenti tu sai come sono fatta, io non mando persone  se non di primo piano… va bene? un bacio… anche perché guarda, sta ragazza è disperata, perché sennò mi ha detto che mi molla…suo malgrado…perché vorrebbe… e perché lui ha ricevuto una chiamata a Trento, però giustamente ho detto…ma tutti sti fìgghioli bravi i facemu partiri…non è giusto… va bene? … un bacione, Mimmo, mi raccomando”; chiedeva, inoltre, di rappresentare la questione a tale Marco (“diglielo per favore…diglielo a Marco”) da identificarsi ragionevolmente in Ferlazzo Marco (indagato, ndr), rappresentante legale della Centro Cure Ortopediche Traumatologiche s.p.a. di Messina — C.O.T”.

A fronte di tale sollecitazione Chiera dichiarava la propria piena disponibilità {“si si, mandalo a parlare con me . . . ho capito dottoressa, mandalo a parlare con me…dopodomani…giovedì … quando vuole sono qua senza dubbio…ti faccio sapere a disposizione sempre, ciao )’.

Contestualmente la Fazio si attivava per sollecitare l’assunzione di G. presso un’altra casa di cura, lo I.O.M.I. “Franco Scalabrino”, rivolgendosi, con analoghi toni, a G. D. T. (“ti volevo pregare di una cosa …. dunque io ho…una… una nuova collaboratrice che è bravissima .. .. la dottoressa D. T. che spero di presentarti al più presto che lavora qui con noi e… ed è dedicata a voi alle case di cura …. ora …ha… i…il compagno che è un non bravo…ma di più…infermiere…ma bravo un ragazzo … che se vedi il curriculum tu dici: Dio mio…ecco… e… ecco…no, io lo vorrei fare venire…mi fai una cortesia. … guarda m’interessa particolarmente … provatelo…guarda io…non vorrei che andasse fuori…perché mi fa rabbia…che i ragazzi bravi”), ricevendo anche in questo caso una risposta positiva dall’interlocutore (“e me lo fai…me lo fai avere…fallo venire …. fallo venire lunedì mattina … mezzogiorno dai).

Lo stesso giorno, la Fazio ricontattava il Chiera che le riferiva di avere incontrato il giovane e di averne ricevuto una buona impressione (“io l’ho chiamato quello là … molto bene, mi ha fatto una bella impressione … si si…ho già riferito, si si, l’ho visto sportivo un ragazzo…”), al che l’indagata reiterava la sua sollecitazione (“noo…ma poi capace, perché questo qui è capace in rianimazione cose è uno non è…guarda ha fatto tra l’altro questo ha lavorato fuori e ti dico la verità scusami ma è una garanzia… tant’è vero che ora lo vorrebbero di nuovo a Trento…qual è il fatto… che sta povera fìgghiola … dissi io me ne vado dissi io mi siamo a mare si chista sinni va…noi case di cura possiamo chiudere… eh, fammi sta cosa, provatelo …  guardate che a me ha fatto no un ’ottima, di piu’, mi sono  permessa perché se era… se fosse stato una scarpa, una chiavica.. manco l’avrei  …. ”), che veniva accolta dal Chiera {“si guarda…all’inizio guarda faremo certamente ora vediamo il tempo di così…ma io già già ho parlato ed ho avuto no stai tranquilla … non c’è bisogno…)’.

A distanza di qualche giorno la dottoressa Fazio ribadiva la sua richiesta, raccomandando nuovamente a Chiera di riferire della questione a Ferlazzo, dominus della struttura (“ah e ci dici che, ci dici a Marco di tenere conto per quella cosa che io ti voglio bene… dimmi ti raccomando ah… ti raccomando quella cosa perché veramente ne vale la pena”).

“L’interlocutore dava rassicurazioni – scrive il gip – pur sottolineando come l’imminenza del periodo estivo avrebbe potuto rallentare “la pratica” (“no, no, quello lo faremo…purtroppo…sai qual è il problema? Che viene l’estate sopra…ma comunque… va bene…”).; la Fazio si mostrava, allora comprensiva {“va bene… eh…ma uno lo prova intanto… capito? eh…eh…)”.

Di analogo tenore era, poi, una ulteriore conversazione registrata due giorni dopo, nel corso della quale la Fazio si mostrava particolarmente insistente {“hai parlato con Marco? … ah, ti raccomando… perché no…ci tengo molto…ci tengo veramente tanto … certo, ma anche voglio che lo veda lui, mi farebbe tanto piacere … posso stare tranquilla? . .. o perché guarda, ti devo dire che ci tengo particolarmente, ma per 2 motivi … anche perché… ascolta Valeria che è la compagna… lavora .. . te l’ho detto, è una mia amministrativa …. Bravissima … si, ma la D. T…. ehh”), facendo chiaramente riferimento ai vantaggi – scrive il gip – che la clinica avrebbe potuto trarre da tale assunzione in termini di “benevolenza””, (“piuttosto se avete bisogno di chiarimenti …possiamo come sempre collaborare come abbiamo fatto in passato con ee con…tu glielo puoi dire no? … hai capito? hai capito?””), e il Chiera, accogliendo la sollecitazione {“u sacciu chi pozzufari ten…comunque stai tranquilla che noi tu u sai che non abbiamo … certo…lui mi ha detto mi ho guardiamo tu chi dici? iò ci dissi a mia mi sembra bonu… ma stai tranquilla su questo, eh? …“almeno così mi ha detto….e così si si … lo fai venire domani mattina così gli presento il coso… il responsabile qua infermieristico, cosi cumincia u pigghia… io ho già parlato con lui…aspetta un attimo…(parla con una terza persona) scusa professore T. a che ora la faccio venire quel signore di cui ti dicevo io? Quell ’infermiere…no domani domani domani verso menzu iornu, leundici, quandu diti? a mezzogiorno dottoressa”), “dimostrava, a sua volta, di avere perfettamente chiari i termini della questione” (“Dottoressa Dottoressa, a me mi bastava una parola l’autra vota e io quando l’ho detto in questo, in questi termini mica io sugnu fìssa … ho capito, ho capito (ride)’.

Trascorso ancora qualche giorno la dirigente Fazio tornava ancora alla carica con il Chiera (“senti io quello che ti raccomando sempre di Tommaso …. è la ragazza … eh, ma e ma dico ma se sai che cos ’è che se tu hai possibilità di dirglielo a settembre che a settembre…”), apprendendo dall’interlocutore che il contratto di lavoro era ormai pronto per la stipula (“è venuto qua avantieri ti ricordi? .. si, sta tranquilla, io ho già parlato col dottore Ferlazzo … certo no a luglio e ad agosto… non c ’è hai capito? … si si lasciami tranquillo che ora vediamo prepariamo il contratto…vediamo…facciamo qualcosa .. . si, Giuliana…non mi sarei esposto… io ho già parlato…”)’

Dopo circa una settimana, la questione veniva affrontata nel corso di una conversazione intercorsa tra Chiera, la D. T. e la Fazio, intercettata in ambientale all’interno dell’ufficio di quest’ultima, nella quale Chiera confermava a una riconoscente D. T. (“si, il mio compagno…dottor Chiera, ho sentito parlare di lei continuamente…(risata)…finalmente ci siamo incontrati … io vi ringrazio veramente … mi…vi assicuro che sono una persona per bene … sono a disposizione.”), l’assunzione del compagno a far data dal mese di settembre {“suo marito… il suo compagno … io ho parlato con il Professore F…. il quale…mi ha detto…non c ’è nessun problema…(incomprensibile)…ha detto va bene… certo ad agosto …. stia tranquilla ecco…”), sottolineando il rapporto “confidenziale” che lo legava alla Fazio {“no…no non abbiamo problemi… con la dottoressa non è da oggi … a noi ci basta una parola…e capisce rullo… (risata… )’

Ed effettivamente G. S. (“Salvo”), dalla Comunicazione Obbligatoria Unificato UniLaV risulta essere stato assunto presso la casa di cura C.O.T. con contratto a tempo determinato, a tempo pieno, con la qualifica professionale di infermiere dal 18 settembre 2019 al 17marzo 2020.

L’assunzione veniva comunicata a Mariagiuliana Fazio con un’email inviatale da un indirizzo riconducibile alla C.O.T. in data 2 ottobre 2019, avente ad oggetto “Aggiornamento organico Infermiere G.”: “Gentilissima dottoressa si comunica che l’infermiere S. G. presta servizio presso la COT dal 18.9.19 con la qualifica di infermiere a tempo determinato tempo pieno. Cordialità L. R.! ).

“Tanto premesso – scrive il gip Leanza – al di là delle ragioni che possano avere indotto la Fazio ad interessarsi dell’assunzione del compagno di una sua collaboratrice, ciò che emerge in maniera patente è che l’assunzione del G. è frutto delle pressanti richieste da parte dell’indagata; richieste accolte dal Chiera per ragioni di evidente convenienza, come si trae dall’eloquente contenuto di talune intercettazioni prima riportate (“Dottoressa Dottoressa, a me mi bastava una parola l’autra vota e io quando l’ho detto in questo, in questi termini mica io sugnu fìssa”, “…con la dottoressa non è da oggi (…) a noi ci basta una parola… e capisce tutto… ”).

“Del resto – scrive la dottoressa Leanza – che la casa di cura C.O.T. fosse destinataria di un trattamento di particolare favore nel controllo delle cartelle cliniche strumentale al riconoscimento dei rimborsi regionali deve ritenersi dato acquisito alla luce di quanto ricostruito nei precedenti capitoli di questa ordinanza”.

“I favoritismi, peraltro – si legge nell’ordinanza – non sembrerebbero essere limitati ai soli profili connessi al rimborso delle prestazioni convenzionate, come sembrerebbe potersi desumere da una ulteriore conversazione telefonica nel corso della quale la Fazio indicava al Chiera la “strada da seguire” per evitare problemi in sede di controllo dei turni di servizio del personale sanitario (Fazio: “senti Mimmo scusami, io voglio sapere con verità perché tanto è inutile altrimenti dobbiamo venire a controllarci i turni, ma a noi risulta che voi by-passate la legge la 39-88 … e non tenete l’ausiliario di notte, ma io vi chiedo di notte tenete l’OSS?”; Chiera: “aspetta, noi abbiamo fatto i turni che c’è n’è uno se non sbaglio, eh perché abbiamo fatto i turni secondo legge…qua sta uno fìno alle 11 quando decade tutto, alle 6 monta un altro, praticamente sono solo le 4 ore di notte che non c’è nessuno”; Fazio: “e quindi…e quindi non c’è di fatto perché la 39-88 dice ridotti di un terzo nel turno notturno, gioia a me dispiace dirlo ma è così…. ma tesoro eh qua, altrimenti qua voi mi fate mangiare dagli altri, allora …. ascolta tesoro no no ascolta…stiamo parlando tra amici… non è chi ni sciariamu …. allora ascoltami, siccome qua c’è un casino, ti spiego il motivo, qua c’è un casino perché le altre case di cura mettono la notte e e e de…alcune hanno hanno deciso di non mettere l’ausiliario normale perché sostengono che l’ausiliario fìno alle 10 di sera fa la pulizia di notte dovrebbe aiutare l’infermiere e allora mettono l’OSS ok? seguimi bene l’OSS e allora quello mi va bene perché a me non interessa che per forza ci sia…sempre personale ausiliario è io sono appostissimo così … la Cappellani ha deciso di fare come voi però è successo l’ira di Dio con i sindacati e oggi mi hanno chiamata per dire che ora debbono mettere tutte cose a posto, cioè deve tornare o mi mettono l’OSS, l’O-S-S oppure mi mettono l’ausiliario, ora voi cosa volete fare, non mi fate fare bordello pure voi, vi prego figghioli, voi proprio no”, Chiera. “io io, dammi tempo un giorno e mezzo e ti do la risposta, anzi no ti do la risposta, Troverai.”; Fazio “no, mi devi mettere a posto…”; Chiera: “Troverai sistemato tutto … va beni…Giuliana, tu lo sai … difatti ci vuole un’ausiliaria e un OSS, ho capito; Lazio: “e bravo! bravo perché la legge dice quello, quanto ne hai, 6 di mattina? ridotti di un terzo la notte, ne hai 12, 12 ridotti di un terzo ma me li devi, me lidevi mettere, ok?”)”.

Vicenda pressoché analoga è quella che riguarda l’ausiliaria S. E. per la cui assunzione la Fazio si spendeva nei confronti di Gustavo Barresi, socio accomandante della società titolare della casa di cura “Villa Salus del Prof. G. BARRESI di A. BARRESI & C. S.A.S.”.

Una prima contatto in tal senso veniva documentato da un colloquio tra i due registrato. in modalità ambientale, l’1 agosto 2019, all’interno dell’ufficio dell’indagata {“ti volevo chiedere un’altra cosa…” una cortesia…eh…io ho una ragazza… che è un OSS…eh…se tu non la puo’ inquadrare OSS… è bravissima… è una straniera vi ha già…vi ha già portato il curriculum allora è straniera… di nome Ester, il cognome non lo so pronunziare … senti se la puoi chiamare… mi fai sta cortesia… quando         avviene       la       riapertura… è una ragazza… molto…(incomprensibile)… ci tengo e perché quando sono… di quelle persone che il loro lavoro lo amano… si aggiorna… perché lei (incomprensibile per accavallamento delle voci) …siccome a voglio fare (incomprensibile)…perché è veramente in gamba… ogni tanto arriva qualcuno bravo…e vi ho detto che aveva…portato il curriculum…gli ho detto guarda…(incomprensibile)… io pensavo a settembre…(incomprensibile) … ti raccomando Gustavo…(incomprensibile)…dottoressa mi guardi quella situazione dei verbali”).

Nell’occasione il Barresi si mostrava possibilista (“va bene, vediamo…” F: “ah?” B: “no, io forse stamattina…(incomprensibile) ausiliare… noi cerchiamo… blocchiamo… per questo dico perché se non abbiamo chiamato…vediamo subito di…se non abbiamo già chiamato… era una sostituzione…non lo so se era una gravidanza…roba di qualche mese… e fammi verificare sennò (incomprensibile)… però dico se non abbiamo fatto stamattina…(incomprensibile)…questo ragazzo…vabbé in qualche modo ti chiamo…se non la identifico ti chiamo…”)”.

Il giorno successivo, la Fazio, in una conversazione telefonica intercorsa con la S., le riferiva l’esito del colloquio con il Barresi, informandola che sarebbe stata convocata a breve: {“Ester ascolta … vedi che ora ti chiamerà il Professore Barresi della Villa Salus .. . perché io ieri gliene ho parlato… lui ha probabilmente uh ehhh mi fa questa perché così ti prova pure e ha …una sostituzione di maternità … io direi che è meglio che te la prendi, mi devi perdonare…perché la è tutti i giorni e poi e poi è una clinica dove se ti vedono … se ti vedono come sei e quello che fai, hai capito? … tu stai sempre col telefono vicino, va bene).

Effettivamente, di lì a poco, la S. contattava la Fazio per comunicarle l’esito del colloquio avuto con il Barresi che le aveva proposto l’assunzione per due mesi con la qualifica di ausiliaria; proposta sulla quale lei aveva temporeggiato per valutarne la convenienza (“Dottoressa, forse la disturbo … allora, ho finito poco fa da parlare in pratica il professore Gustavo Barresi m ’ha detto che ehhh loro la fìgura dell’OSS non ce l’hanno, io comunque per lui servirebbe soltanto due mesi come ausiliaria … m’ha detto soltanto due mesi perché una piccola sostituzione eeee e basta e lui ovviamente mi ha chiesto … non è che ho detto no a me non m’interessa l’ausiliaria ho detto guardi io io sono un OSS però ovviamente però lui mi ha detto, mi ha detto guarda io per due mesi solamente em non mi sento neanche di… una piccola sostituzione che scade il 30 settembre … lui mi ha detto guarda, io non mi sento di dirti lascia lì e vieni qua per due mesi che poi io … e quindi m’ha detto rifletti ovviamente non ti faccio darmi una risposta neanche adesso subito che non è giusto infatti non gli ho detto né si né no, gli ho detto è da pensare perché comunque volevo parlare con lei prima”).

La Fazio si mostrava delusa {“pensavo che fosse di più capisci…pensavo che erano i sei mesi classici della gravidanza… io pensavo i sei mesi e va bene dai .. no no, due mesi soli no, io pensavo che erano sei mesi …”) e, informatasi delle condizioni del contratto di lavoro attuale della S. (Fazio: “e no perché tu la fìno a quando ce l’hai? … no no, se là hai possibilità di rinnovo eh eh se tu te ne vai ora non te lo rinnovano più poi … noi a settembre dobbiamo rifare per avere un posto diverso però … intanto hai una base … ma là quanto ti danno, quanto ti danno?”, S.:““e sempre il trenta di settembre però con la possibilità del rinnovo sempre comunque a punto interrogativo anche lì … allora dottoressa lì che faccio i tre, diciamo le tre giornate a settimana con mi chiamano anche il quarto giorno posso arrivare sui 700 euro con la la quarta chiamata diciamo … si sf’ di, comunque si parte da dai 600 euro ecco su questi tre ”), conveniva che fosse il caso di attendere un’offerta migliore (“ho capito, ho capito, no, aspettiamo, dai aspettiamo … vabbè dai, aspettiamo, meglio niente, aspettiamo va bene? ciao gioia, a presto e ci abbiamo provato )’.

“Il giorno dopo – scrive il gip – però, re melius perpensa, ricontattava la S. per consigliarle di accettare l’impiego propostole, dicendole che, in caso di mancato rinnovo del contratto alla scadenza, si sarebbe attivata per trovarle un altro lavoro {“…“scade e allora . .. e allora, settembre per settembre non c ’é dubbio scusami che è migliore la Salus, fai esperienza e allora tu, se hai preso questa decisione, tu vai chiedi del professore, sempre di lui, del professore Barresi … con lui e tu gli dici guardi, io preferisco lavorare da lei così lei mi conosce e anziché lavorare in un posto in cui non è gratifìcante non è la sua struttura, cioè tu cerca di fargli capire che appunto la sua struttura è unastruttura che merita, insomma, è una clinica ecco . . . va bene? cioè tu non ti mancheranno a te le parole, capito? … penso che facendo i conti ti convenga la Salus non c ’è dubbio alcuno poi ti fai conoscere … poi a settembre troviamo un altro se non lui non ti rinnova)’.

Raccogliendo il consiglio della Fazio, il 5 agosto 2019 la S. rendeva noto di avere ricevuto conferma della sua prossima assunzione per una sostituzione di due mesi.

Il successivo 10 agosto 2019, la S. comunicava alla Fazio che il giorno seguente avrebbe iniziato a lavorare {“allora dottoressa, ho fatto la visita col medico del lavoro alla Salus   e tutto a posto e domani mattina inizio”), riceveva dall’interlocutrice la raccomandazione di non menzionare il suo nome con le colleghe {“att benissimo, bene bene … e sono contenta … e non fare quello che ti raccomando con le colleghe non nominare mai me eh”).

“Le risultanze dell’attività di intercettazione trovavano, quindi, ampio riscontro dalla disamina dei dati del Sistema Informatico Comunicazioni Obbligatorie in materia di Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, da cui risultava che S. E. era stata effettivamente assunta presso la casa di cura Villa Salus di Messina con contratto a tempo determinato per sostituzione, a tempo pieno e con la qualifica professionale di ausiliario ospedaliero, dall’ 11 agosto 2019 al 30 settembre 2019; rapporto di lavoro poi prorogato sino al 31 ottobre 2019.

Anche in questo caso, appare evidente come l’accondiscendenza del Barresi alle sollecitazioni della Fazio fosse tutt’altro che disinteressata, avuto segnatamente riguardo al trattamento di particolare favore ricevuto nel controllo delle cartelle cliniche”.

“Eloquente, a tal riguardo – scrive la gip Leanza – il contenuto di una conversazione intercettata in ambientale all’interno dell’ufficio della Fazio in data 15 novembre 2019, nel corso della quale l’indagata, colloquiando con il Barresi, gli palesava il suo intento di non tenere conto di un controllo operato su una cartella clinica, allo scopo di tenere la struttura al riparo dal conseguente abbattimento del rimborso“, (“andiamo a noi Gustavo … guarda ti dico un ’altra cosa…che questa è una cosa importante e…in quel set di controlli dei DRG medici… in chirurgia… è capitata una cartella in cui…per carità voi non avete…torto…però uh…è una persona, che è un soggetto oncologico con metastasi … che purtroppo però ha fatto solo un esame… cioè una PET … io…vorrei fare così…però qua dovete essere bravi voi… io modifìco la lettera con lo stesso protocollo… quella lettera in cui c ’era quella cartella… non la controllo… va bene? È peccato…purtroppo se ve la declasso non fai manco la PET…perché viene a 250 euro cioè manco le risorse utilizzate…perà io ho deciso ….quella deve essere poi sostituita… con tutti sti controlli io sono terrorizzata…va bene?”)”;

La Fazio si sarebbe servita della complicità di 14 addetti al suo ufficio, tutti indagati per falso. Dalle indagini è emerso che la donna dava indicazioni ai suoi collaboratori su cosa scrivere, o non far rilevare in sede di ispezione delle case di cura, sollecitando i suoi a non verbalizzare, ad esempio, carenze di personale negli orari notturni «non scriverla come criticità, non la scrivere», diceva non sapendo di essere intercettata. O ancora sulle modalità di intervista dei pazienti sulla qualità del servizio offerto, quando suggeriva che l’attività venisse svolta in presenza del direttore sanitario, così da condizionare i pazienti nelle risposte che avrebbero fornito. «Fate delle interviste ai pazienti insieme al direttore sanitario, però fallo col direttore sanitario così hanno una remora nel… ok ci siamo capiti!…», diceva. Per questo è indagato, per falso, insieme alla Fazio ed agli appartenenti al N.O.C., anche il direttore sanitario della Cappellani Giomi S.p.a..

Un esempio dell’imprinting dato dall’indagata al suo ufficio è lo scambio di battute intercorso nello stesso mese di novembre 2019 tra i dipendenti dell’UOC diretta dalla Fazio, Mangano Santi e B. S. i quali, nel commentare le direttive impartite dalla dirigente, “sottolineavano come la linea loro indicata fosse quella di rilevare solo incongruità minime sorvolando su quelle che, diversamente, avrebbero comportato decurtazioni più significative per le case di cura, se del caso anche modificando verbali precedentemente redatti” (B.: “le… gli…le ha riammesse? Quelle della Villa Salus?…o no?; Mangano: “la Villa Salus quella là che erano le contestazioni … si, gliele ha riammesse  … ha messo a verbale… ha scritto quella cosa…che… i verbali lì che gli sono rimasti… fare un piccolo taglietto del 3% di una cosa che…non c’era (…) vabbé, lei decide… ha deciso così…non è che gli dici…di no…eh? Tanto voi non avete fatto marcia indietro… d’altronde lei è il capo…lei si prende la responsabilità…eh (…) fìgghiuoli ormai così…nelle aziende ormai così è ”; B.: “come a quelli là che noi andiamo a…a…sanzionare… dei…dei…ricoveri alla Villa Salus…quelli hanno l’input… da Barresi e dire voi dovete contestare avete ragione… alla COT così loro glieli contestano viene…qua…viene qua…e Giuliana abbuona a tutti (…) così è… )’.

“Così ricostruiti i termini delle due, pressocché speculari, vicende, appare evidente – è scritto nell’ordinanza – che sia il Chiera che il Barresi si siano dimostrati disponibili ad attivarsi in coerenza ai desiderata della Fazio al fine di ottenere (rectius, mantenere) per l’effetto, una linea di condotta accondiscendente da parte della dirigente dell’ufficio pubblico preposto al controllo della loro attività; certo, nel contempo, è che della consecutio appena delineata il pubblico ufficiale si sia fatta lecita di compiere atti contrari ai propri doveri d’ufficio, consistenti abbia agito contrariamente ai doveri del proprio ufficio, nella specie omettere i dovuti controlli sulle strutture sottoposte al controllo dell’unità operativa da lei diretta, ottenendo, in cambio, l’assunzione di persone a lei vicine”.

“Ora, a fronte di ció, che l’accordo che è scaturito dal convergere delle volontà dei protagonisti appena menzionati (ciascuno dei quali mosso da un proprio egoistico quanto indebito interesse) abbia assunto i tratti di un patto esplicito o, piuttosto, i connotati di una silente intesa, è, all’evidenza, circostanza in questa sede priva di ogni apprezzabile peso specifico”.

“Quanto rileva è che al mercimonio della funzione pubblica la Fazio si sia determinata a cagione – conclude il gip – e in vista del perseguimento di una indebita utilità e che di detta strumentalizzazione anche le altre parti in causa abbiano non solo avuto adeguata consapevolezza, ma se ne siano avvalse in funzione opportunistica”.