15 Ottobre 2021 Attualità

LE “CARAMELLINE” DEL SINDACO DE LUCA, INTERVENGA LA MAGISTRATURA

di EDG – In tanti, in questi mesi, hanno fatto finta di non sentire. Ma secondo un refrain ripetuto da Cateno De Luca ad ogni invettiva contro i consiglieri comunali, all’interno della stanza del sindaco di Messina ci sarebbe stato uno spazio di relazioni in cui avrebbero preso forma accordi e intese con alcuni consiglieri comunali. Di che tipo non è però dato saperlo. Il sindaco dice e non dice, insinua.

Anche ieri pomeriggio, durante la diretta Facebook, in attesa che iniziasse la seduta del consiglio comunale sulla relazione del terzo anno di mandato, il sindaco Cateno De Luca, tra un attacco diretto al presidente del consiglio Cardile, una passeggiata per l’aula circondato dai soliti fedelissimi consiglieri e la rabbia per una seduta saltata a causa dell’assenza del numero legale, ha rivelato presunte richieste di favori che gli avrebbero fatto diversi consiglieri comunali in cambio di un voto favorevole alle delibere proposte dalla sua giunta comunale.

Cateno De Luca ha svelato i contenuti del noto “Patto della Madonna delle lacrime” che avrebbe firmato col presidente del consiglio comunale Cardile a inizio mandato e che quest’ultimo non avrebbe poi mantenuto. Ecco cosa dice De Luca: “Avevamo fatto il Patto della Madonna delle lacrime, ora sveliamo in cosa consisteva: io distribuivo un poco di caramelline e tu avresti tenuto a bada come regista i consiglieri comunali. E io ti ho detto, non fare andare nessuno sopra le righe. Forse volevi incassare a nome degli altri…”.

Il sindaco ha spiegato perchè improvvisamente l’aula consiliare gli avrebbe voltato le spalle dopo un periodo di grandi intese. “Fino a febbraio scorso mi hanno votato gli atti, ma poi all’improvviso non me li hanno votato più… ve lo dico io perchè, perché gli ho staccato la spina, caramelline basta… ecco qual è la verità”.

Ma cosa intende il sindaco per ‘caramelline’? Richieste legittime, istanze per il territorio, favori, proposte indecenti? Continuare a denunciare di aver ‘dato caramelline’, cioè aver fatto favori a ‘destra e manca’ ad alcuni consiglieri comunali, in cambio della votazione favorevole alle delibere della giunta comunale, richiederebbe a nostro parere una particolare attenzione da parte della Procura della Repubblica. Il sindaco di fatto si è autodenunciato, si è accusato di essere stato un ‘collettore di pretese’ e di aver avuto in questi anni un via vai di ‘questuanti di richieste’.

Avevo una caramellina nella tasca sinistra ed il carbone nella tasca destra – ha spiegato sempre nella diretta di ieri pomeriggio – e mi facevo approvare i bilanci …questi sono tutti uomini di Stato…eh eh eh eh… ma che ne sapete voi… ed ecco perchè passavano i bilanci…le caramelline politiche…qualcuno ha osato oltre, ma io ho pelo sullo stomaco. Qui è passato tutto, come la liquidazione dell’ATM, prima evidentemente non usavano le caramelline giuste…”.

Crediamo che sia adesso compito della magistratura comprendere ed approfondire cosa si nasconda dietro queste pesanti denunce. Se si dovessero dimostrare vere, potrebbero emergere fatti di rilevanza penale. Oltre a gettare una pesante ombra sulla legittimità di alcuni atti votati dallo stesso consiglio comunale che sarebbero stati condizionati dalla ‘qualità delle caramelline’…