9 Dicembre 2021 Giudiziaria

POLIZIA METROPOLITANA: ECCO TUTTE LE ACCUSE CONTRO IL COMANDANTE TRIOLO, DA OGGI AGLI ARRESTI DOMICILIARI

Quando c’era da ripristinare una strada, dopo un incidente, arrivavano sempre i mezzi di una ditta. Un affare a tanti zeri alimentato dalla corruzione. L’inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Taormina, coordinata dalla procura diretta da Maurizio de Lucia, ha fatto scattare sette arresti questa mattina (la richiesta da parte della procura risale all’11 giugno 2021). Ai domiciliari sono finiti il comandante della polizia metropolitana di Messina, Antonio Triolo (foto); il suo collega di Letojanni, Alessandro Molteni (foto); l’ispettore Santo Triglia, anche lui in servizio a Letojanni. Domiciliari pure per la figlia di Molteni, Elisa (foto), socia della società EL.TA., e per la moglie di Triglia, Gaetana Cardile, con cui la Molteni si interfaccia per la riscossione crediti; per gli imprenditori Antonino Navarria, amministratore della “Sos strade srl”, la società favorita per i lavori di ripristino nel Messinese, e per Andrea Lo Conti, titolare della “La car”, ditta satellite della “Sos strade”, a cui sarebbe stato assegnato illegittimamente dal comandante Moltemi il servizio di rimozione auto.

Indagati in stato di libertà anche un dipendente dell’Ufficio tecnico del Comune di Santa Teresa di Riva, Antonello Cosentino e il figlio Filippo, in quanto il primo avrebbe rivelato al titolare della società indagata delle notizie riservate sulla gara in corso per la stipula della convenzione di ripristino e bonifica stradale a Santa Teresa, in cambio dell’assunzione in nero del figlio per circa un anno. Indagato infine l’amministratore di fatto della AELLE srl, Antonio Iantorno.

A svelare il “lucroso sistema”, come viene definito dagli inquirenti, è stata una fonte confidenziale all’interno del Comune di Letojanni. La procura contesta, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica e contro il patrimonio. La gip Maria Militello, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, ha disposto anche il sequestro del complesso aziendale della “Sos strade”. La società è accusata di avere avuto il monopolio del settore. In cambio, il comandante Triolo avrebbe avuto da Navarria “svariate utilità”, accusa la procura: una macchinetta del caffè, un telefonino e mobili per l’ufficio. Dalle intercettazioni è emerso che il comandante della polizia metropolitana di Messina avrebbe incassato anche una promessa di assunzione per la figlia.

LE ACCUSE NEI CONFRONTI DI TRIOLO.

Antonio Triolo assume la funzione di comandante della Polizia metropolitana di Messina il 3 febbraio 2016. I primi sospetti emergono dall’intervento di Triolo unitamente a Molteni, prima dell’arrivo dei carabinieri di Sant’Alessio Siculo, in occasione dell’incidente stradale del 26 maggio 2019, verificatosi a Mortilla, frazione di Savoca, dove i due comandanti avevano avvisato per il ritiro del veicolo la SOS Strade che provvedeva anche al ripristino del manto stradale. Dalle intercettazioni captate emerge che la SOS Strade era stata chiamata da Triolo in altri interventi.

Il 16 febbraio 2020 Triolo contatta un geometra della città metropolitana per il segnalato sversamento di materiale e gli suggerisce di rivolgersi alla SOS Strade; poco dopo Triolo segnala direttamente al Navarria la presenza di immondizia sulla strada panoramica, a Serri.

Dalle conversazioni emerge come “il comandante Triolo è al servizio di Navarria”. In una conversazione del 18 febbraio 2020, l’imprenditore chiede al comandante di fornirgli tutti gli interventi effettuati ne territorio dalla SOS Strade per comunicarli ai carabinieri.

“INTERVENTI A TEMPESTA!”.

Triolo, scrive il gip, “si avvale ripetutamente di Navarria per il ripristino e bonifica della sede stradale della città metropolitana di Messina”. Nonostante la convenzione con la SOS strade sia scaduta e mai rinnovata, gli interventi effettuati sono una “tempesta”. Triolo non indice una nuova gara, continua a fare intervenire in via esclusiva la SOS Strade e – scrive ancora il gip – “dichiara falsamente che alla data de 6 giugno 2019 la convenzione è ancora vigente (è invece scaduta nel 2018), in modo da consentire di ottenere il risarcimento”.

IL CORSO SPONSORIZZATO.

Gli interessi di Triolo nell’attribuzione del servizio di ripristino delle strade emerge già dalla conversazione del 18 dicembre 2019, in cui Navarria – che aveva sponsorizzato il corso per ispettori ambientali tenutosi a Messina al Palazzo della cultura il 15-17 maggio 2019 – chiede a Molteni il rilascio dei tesserini, ma questi dice che il rilascio spetta solo a Triolo, che aveva organizzato il corso.

LA MACCHINETTA DEL CAFFE’.

Il 28 gennaio 2020 Navarria, nel concordare un incontro con Triolo, dice che gli porterà una macchinetta, “regalia che, unitamente alle altre, condiziona Triolo nell’attribuzione del servizio”.

Navarria sta andando ad acquistare una macchinetta del caffè da regalare a Triolo per il nuovo ufficio in occasione del rinfresco ed il cui costo è di circa cento euro.

Il regalo viene consegnato a Triolo, rimasto pochissimo, “il tempo di mettergli quelle cose in macchina (la macchinetta del caffè) e di consumare insieme un caffè”.

Ma la macchinetta del caffè “non è l’unico regalo, in quanto subito dopo Navarria chiama Triolo per dirgli di avere lasciato in macchina il mobiletto e l’arredo per l’ufficio”.

E ancora Navarria “acquista, tramite Molteni, un telefono cellulare per farlo recapitare al comandante Triolo tramite l’ispettore Triglia”.

Il regalo del telefonino non è una sorpresa per Triolo, che chiama Navarria per sapere quando questi gli avrebbe fatto recapitare il telefono.

ANCHE DUE CASE DI ARANCE, MA A PAGAMENTO… LA MANCATA ASSUNZIONE DELLA FIGLIA.

Il 29 febbraio 2020 Triolo chiede a Navarria di acquistargli due casse di arance di Paternò, dietro pagamento, perchè le deve spedire. Il 10 marzo 2020 Triolo chiede a Navarria di procurargli il guscio del telefonino che si era danneggiato. E dalla conversazione tra Molteni e Triglia emerge che Navarria aveva promesso a Triolo anche l’assunzione della figlia e, non essendoci riuscito, si sentiva in difficoltà ne confronti del ‘comandante provinciale’.

Secondo il gip, il rapporto tra Triolo e Navarria è un rapporto privilegiato. “Triolo si avvale sempre della società del Navarria per i servizi di ripristino stradali, arriva a dichiarare il falso per fare ottenere alla società del Navarria il risarcimento e avvisa in modo solerte Navarria dell’ordine di esibizione”.

“Triolo, nella qualità di pubblico ufficiale – scrive il gip nell’ordinanza – ha asservito la propria funzione agli interessi privati del Navarria, consentendo all’imprenditore di svolgere in regime di monopolio il servizio di ripristino stradale, chiedendo ad altre forze dell’ordine i dati di responsabili dei veicoli per fare ottenere il risarcimento al Navarria, attestando falsamente che la convenzione fosse vigente pur sapendo che era scaduta. In cambio Triolo otteneva da Navarria regalie e favori: la macchina del caffè, il telefonino, il mobilio di arredo per il nuovo ufficio e la promessa di trovare un’occupazione a una delle figlie”.