2 Gennaio 2022 Cronaca di Messina e Provincia

LE FOTO – AGGUATO A CAMARO, UCCISO CON 4 COLPI DI PISTOLA GIOVANNI PORTOGALLO. C’E ANCHE UN FERITO GRAVE. RICERCATO UN SOSPETTATO E LA COMPAGNA

Un uomo, Giovanni Portogallo (foto), 31 anni, è morto nel pomeriggio a Messina, raggiunto da quattro colpi di pistola mentre era a bordo di un motorino, mentre un’altra persona, Giuseppe Cannavò, 35 anni, con diversi precedenti penali (tra cui la rapina sul corso Cavour alla gioielleria Burrascano), è rimasta ferita in modo grave. Subito soccorso è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Piemonte, ed in serata è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico al Policlinico. L’uomo è considerato dai medici fuori pericolo. Cannavo’ potrebbe adesso dare un contributo decisivo alle indagini.

L’omicidio è avvenuto in via Edoardo Morabito, nel rione di Camaro, popoloso quartiere della città.  I due erano a piedi e sono stati avvicinati da due persone in motorino, una delle quali avrebbe esploso circa dieci colpi di pistola. I bersagli hanno tentato la fuga, ma inutilmente. La vittima è stata raggiuta da quattro colpi di pistola. La dinamica farebbe pensare a un regolamento di conti nell’ambiente dello spaccio di stupefacenti.

Sul posto anche  il medico legale per i rilievi. Strazianti le urla dei familiari. Portogallo lascia due figli, il più piccolo dei quali ha appena 4 mesi.

C’è un sospettato, ha precedenti per droga

Un uomo, un pluripregiudicato, C. C. classe ‘85, è ricercato assieme alla sua compagna dai carabinieri di Messina. Gli investigatori sospettano che possa essere lui, con precedenti per spaccio di droga, armi, reati contro il patrimonio e la persona, ad aver sparato al trentunenne Giovanni Portogallo e al trentacinquenne rimasto gravemente ferito.

CHI E’ LA VITTIMA.

Giovanni Portogallo aveva diversi precedenti penali per rapina e droga. Appartenente ad una famiglia nota alle cronache giudiziarie, Giovanni Portogallo era il fratello di Francesco, collaboratore di giustizia e di Carmela, Testimone di giudizia.

I Portogallo, nei primi anni duemila, vennero accusati dell’omicidio di Emanuele Burrascano, ucciso nel febbraio del 2002, sposato con Benedetta Portogallo, sorella della dichiarante. A finire in manette furono Rosario Grillo, marito di Carmela Portogallo, ritenuto il mandante del delitto; Francesco Portogallo, sorvegliato speciale e fratello della donna, colui che avrebbe procurato la vespa per l’esecuzione; e Giuseppe Arena, che sparò secondo l’accusa a Emanuele Burrascano.

L’OMICIDIO BURRASCANO, LE INIZIALI IPOTESI ACCUSATORIE.

Tutto comincia a fine 2001, quando Emanuele Burrascano viene scarcerato e scopre che durante la sua detenzione la moglie Benedetta lo ha tradito col cognato. Cominciano le liti, ma lui, che ha due figli piccoli, cerca di salvare il suo matrimonio: cerca di cambiare vita, trova un lavoro a Reggio Calabria e prova a convincere la moglie a seguirlo. Lei si rifiuta, lui la picchia e lei chiede protezione al fratello Francesco e all’ amante Rosario Grillo. Viene prima deciso di gambizzare Burrascano, ma il tentativo fallisce. Allora i due amanti decidono che deve morire. La sera dell’ 11 marzo 2002, in via San Cosimo, Giuseppe Arena si avvicina a Burrascano, fermo sulla sua Renault Clio, e lo uccide con quattro colpi di pistola. Ad accompagnarlo c’ è Grillo, che deve vendicarsi di un’ onta subita a dicembre, quando il rivale in amore lo ha ferito a colpi di cacciavite davanti alla sua amante. Non solo: Emanuele Burrascano aveva a sua volta cercato di uccidere il rivale dando incarico al fratello Christian. Il tentativo era però fallito perché il ragazzo era stato arrestato dalla Guardia di finanza proprio con l’ arma addosso. Da allora Grillo girava indossando un giubbotto antiproiettile. Anche Emanuele Burrascano aveva confidato ai suoi uomini che temeva di morire. La svolta nelle indagini due mesi fa, quando la moglie di Grillo, Carmela Portogallo, che aveva scoperto il tradimento del coniuge, si è presentata alla polizia dicendo di conoscere mandanti ed esecutori dell’ uccisione di Emanuele Burrascano, un delitto che all’ inizio si riteneva legato allo spaccio di droga.

LE ACCUSE CONTRO BENEDETTA PORTOGALLO E GIUSEPPE ARENA SMONTATE IN FASE DI GIUDIZIO.

Ma il procedimento penale instaurato a seguito dell’omicidio di Emanuele Burrascano smentisce la ricostruzione degli inquirenti, facendo cadere l’iniziale ipotesi accusatoria nella sentenza con la quale, già in primo grado, la Corte d’Assise di Messina ha assolto Benedetta Portogallo e il presunto esecutore materiale Giuseppe Arena. Fu pertanto giudizialmente accertato che Benedetta Portogallo non era la mandante dell’omicidio, così come non ha trovato pieno riscontro la pista passionale.

L’UNICA CONDANNA.

A novembre del 2007 Rosario Grillo patteggia la condanna a 16 anni di carcere. In primo grado, nel 2005, era stato condannato a 24 anni. Grillo, grosso calibro del rione Mangialupi, era accusato di essere il mandante dell’agguato.

QUESTO IL COMUNICATO STAMPA DEI CARABINIERI

Alle 14,30 circa di oggi, i Carabinieri sono intervenuti in Messina nel quartiere Camaro San Luigi dove è stato rivenuto il corpo esanime di un giovane messinese 31 enne, già noto alle forze dell’ordine, attinto da alcuni colpi di arma da fuoco. Un secondo giovane 35enne, di sesso maschile, con ferite da arma da fuoco è stato trasportato, in codice rosso, presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Piemonte di Messina, ove è tuttora sottoposto alle cure sanitarie.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, coordinati dalla Procura della Repubblica, stanno svolgendo serrate indagini per individuare gli autori dell’evento criminoso escutendo a sommarie informazioni numerosissime persone senza escludere alcuna pista investigativa.