2 Gennaio 2022 Sport Cultura Spettacolo

SIMONE CALIO’ RICORDA L’AMICO RENATO SCARPA: RAPPRESENTAVI L’ITALIA MIGLIORE

E’ morto il 30 dicembre nella sua casa a Roma Renato Scarpa, 82 anni, attore amatissimo dai più importanti registi italiani e dal pubblico. Secondo i carabinieri sarebbe morto per cause naturali.

Piccolo, capace di alternare il registro drammatico e quello comico senza mai perdere una sua immediata riconoscibilità, ha attraversato le stagioni del cinema italiano dalla fine degli anni ’60 ad oggi ottenendo attenzione e fiducia da molti dei nostri migliori registi: i Fratelli Taviani che ne rivelarono il talento in “Sotto il segno dello scorpione” (1969) e “San Michele aveva un gallo” (1973; Nicolas Roeg e Dario Argento che gli diedero una patina di ambiguità in “A Venezia un dicembre rosso shocking” e “Suspiria”; Giuliano Montaldo che lo vestì da frate in “Giordano Bruno”. E poi Bellocchio, Comencini, Rossellini, Monicelli, Cavani, Risi e Verdone per non citarne che alcuni. Proprio il regista romano lo ha ricordato con un post su Instagram: “Cari amici, chi ha amato ‘Un Sacco Bello’ non potrà non esser triste per la scomparsa di Renato Scarpa per un improvviso malore. Aveva anche lavorato con Massimo Troisi in Ricomincio da tre, e con tanti altri registi. Affettuoso, dotato di gran talento, aveva il dono della ‘misura’, cosa che non tutti gli attori hanno“. “Ringrazio ancora questo caro amico che mi ha aiutato nella mia opera prima con garbo, affetto e talento. Persone così umili e gentili nel loro grande talento non ci sono più. Resterà sempre nei miei più bei ricordi. E credo anche, se avete amato quella pellicola, nella vostra memoria”.

Renato Scarpa era legato da una profonda amicizia con l’artista messinese Simone Caliò, e nelle sue trasferte siciliane non rinunciava mai a trascorrere alcune ore nella città dello Stretto.

Simone Caliò, la sua carriera è costellata di collaborazioni, mostre collettive e personali su tutto il territorio italiano, dopo aver scritto un commosso post su Facebook in cui ringrazia Renato per “l’amicizia paterna e sincera”, lo ricorda per noi di stampalibera in questo testo che pubblichiamo di seguito:

Renato Scarpa era una delle persone più pure e gentili che abbia mai conosciuto, un’anima bella, un signore di altri tempi, con il suo viso buono, gli occhi teneri e gentili. Un uomo di un’affettuosità disarmante, sempre sorridente sia al telefono che di presenza, di grande dolcezza, semplicità e cultura.

Nel 2003 inaugurò una delle mie mostre alla libreria Rizzoli di via Piave a Roma, e da lì, cominciammo a sentirci spesso. Renato era un uomo senza età. Il rapporto d’amicizia era naturale: condividere le confidenze raccontarsi le nostre storie ridere e scherzare insieme tutte queste cose mi mancheranno. Durante le mie permanenze a Roma era immancabile vedersi, andare a teatro, alle mostre, al ristorante per gustare una succulenta carbonara o cenare insieme a lui e Franco a casa loro: Renato cucinava benissimo ed era solito apparecchiare nella bella terrazza attorniata di piante.

Sentirlo parlare, raccontare, è stato davvero un privilegio, senza mai un vanto, con quell’umiltà da grande uomo che lo contraddistingueva: ricordava in maniera naturale avvenimenti per me eccezionali come la sue collaborazioni con Moretti o Troisi e Verdone, la sua profonda amicizia con Stefania Sandrelli, Carla Fracci e Mariangela Melato (la perdita di quest’ultime lo addolorò molto). È stato un amico pilastro, uno di quelli che costituiscono lo “zoccolo duro” delle mie relazioni amicali. Ricordo quando insieme visitammo la mostra di Tiziano a Roma, e dopo aver visto tanta bellezza, a fine mostra comprò il catalogo e me lo donò. Mancherà Renato, mancherà a tutti, perché rappresenta quell’Italia per bene, onesta, di solidi valori umani e civili. Tanto per fare un esempio, ogni anno da Roma il 19 luglio andava a Palermo per commemorare Paolo Borsellino e portare un saluto alla famiglia e alla sua cara amica Rita. Mi mancheranno le chiamate, quelle telefonate in cui mi diceva che sarebbe passato da Messina solo per un saluto o un abbraccio per poi continuare il suo viaggio in Sicilia.