9 Novembre 2022 Giudiziaria

LO SPACCIO DI DROGA A FARO SUPERIORE: Il Riesame annulla la misura cautelare a Fabio Pietro Paolo, obbligo di firma per Scardaci

All’alba del 19 ottobre scorso, i Carabinieri della Compagnia Messina Centro hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Messina Fabio Pagana, su richiesta della D.D.A. della locale Procura della Repubblica (Antonella Frada' e Roberta La Speme), nei confronti di 7 persone, sul cui conto il Giudice ha riconosciuto gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di “associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti”.

I NOMI - Si tratta di Alessandro Molonia, 34 anni; Carmelo Guarnera, 26 anni; Marisa Scimone, 47 anni; Desirè Maucci, 27 anni; Francesco Maucci, 32 anni; Patrizia Ingemi, 55 anni; Salvatore Scardaci, 51 anni; Alessandro Berenato, 29 anni; Mariassunta Guarnera, 27 anni; Maicol Scimone, 24 anni; Fabio Pietro Paolo, 27 anni.

IL RIESAME:

Rispetto al quadro delineato dalle indagini e dall'accusa, il Tribunale del riesame, scrive oggi il quotidiano Gazzetta del Sud, ieri ha annullato totalmente l'ordinanza di custodia cautelare a carico di Fabio Pietro Paolo, e annullato in relazione al reato associativo l'ordinanza per Salvatore Scardaci. I due sono assistiti rispettivamente dagli avvocati Antonello Scordo e Carolina Stroscio.

Per Pietro Paolo i giudici hanno disposto quindi la scarcerazione se non detenuto per altra causa, per Scardaci hanno sostituito la misura degli arresti domiciliari con l'obbligo di firma. Per il resto i giudici del Riesame hanno sostanzialmente confermato il quadro accusatorio che vede delineata l'operatività di un'associazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti a Faro Superiore.

L'INCHIESTA:

L’ordinanza cautelare scaturisce dagli esiti di un’attività investigativa, condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Centro, da cui sarebbe emersa l’operatività di un sodalizio criminale, dedito allo smercio di sostanza stupefacente del tipo marijuanaa Messina e, principalmente, nel villaggio di “Faro Superiore”. In questa zona del capoluogo, recentemente meno interessata da attività investigative strutturate delle Forze di Polizia, gli indagati agivano con disinvoltura, destando allarme tra i residenti. Anche grazie alle segnalazioni da parte di alcuni cittadini, pervenute ai Carabinieri della Stazione di Faro Superiore, è stata quindi avviata l’indagine, condotta con servizi di osservazione, attività tecniche, interventi e controlli, svolti dai militari del Nucleo Operativo e delle Stazioni della Compagnia di Messina Centro.

Sulla base degli elementi emersi, gli indagati avrebbero posto in essere un’attività di spaccio, in modo sistematico, organizzata con una base logistica, addetti allo smercio della droga e vere e proprie vedette. Gli appartenenti al gruppo si sarebbero avvalsi anche di due minorenni, figli di due sodali, per l’occultamento della droga.

Durante lo svolgimento dell’attività investigativa che ha portato all’esecuzione del provvedimento cautelare, i militari dell’Arma avevano già proceduto all’arresto in flagranza di reato di nove persone, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacente,nel cui contesto sono stati sottoposti a sequestro circa 500 grammi di sostanza stupefacente, tra marijuana e cocaina.

All’esito dell’esecuzione della misura cautelare, condotta anche con il supporto di unità cinofile per la ricerca di droga, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, due destinatari della custodia cautelare in carcere erano stati condotti presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi, quatto agli arresti domiciliari presso le proprie abitazioni e uno è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.