16 Novembre 2023 Attualità

“VITE SPERICOLATE”, L’INTERVISTA (PRIMA PARTE): PADRE FELICE SCALIA E ANTONIO MAZZEO A TU PER TU SU GUERRE, DISARMO E DISAGIO GIOVANILE

di Edg - Il nostro territorio, a dispetto del luogo comune che lo vorrebbe marginale e in preda al torpore, è stato attraversato da conflitti sociali, abitato da intelligenze critiche che si sono espresse in diversi campi della vita culturale e civile, persone la cui vita è stata lacerata dallo scontro con il Sistema, che tutto governa nella città dello Stretto. Un patrimonio di memorie che, non adeguatamente raccontato e fatto conoscere, rischia di disperdersi nell’oblio. Lo scopo che stampalibera si ripromette di raggiungere con questo web format di interviste video, "Vite Spericolate: Storie speciali di persone normali", in onda da oggi, è che resti una traccia visibile del contributo che tante donne e tanti uomini hanno dato alla nostra vita sociale. Vite spericolate, perché frutto di scelte mai banali e scontate. Un progetto ambizioso al quale crediamo molto. Ad inaugurare la prima serie di incontri è un'intervista di Antonio Mazzeo, insegnante e giornalista impegnato nei temi della pace e del disarmo, dell’ambiente e della lotta alle criminalità mafiose, a Padre Felice Scalia, gesuita, teologo, grande studioso di filosofia e scienze della formazione, già rettore dell’Ignatianum e docente dell’Istituto superiore di scienze umane e religiose di Messina. Ma soprattutto un apprezzato educatore e formatore di tante generazioni di giovani, costruttore di pace e giustizia e profeta della nonviolenza.

Con lui abbiamo provato a comprendere le vere cause e la gravità dei conflitti che insanguinano il pianeta come ad esempio la fratricida guerra russo-ucraina nel cuore dell’Europa. O la tragedia israelo-palestinese riesplosa nel Mediterraneo orientale, migliaia e migliaia di morti sotto le bombe a Gaza e il rischio di un’escalation bellica in tutto il Medio Oriente. Padre Scalia stigmatizza la proliferazione dei sistemi di morte, la crescita esponenziale delle ingiustizie sociali, i naufragi delle sorelle e fratelli migranti a largo delle coste siciliane, i devastanti effetti socio-economici e ambientali dei cambiamenti climatici.

C’è la consapevolezza, amara, che l’umanità è giunta davvero a un passo dal baratro: una terza e ultima guerra mondiale, globale, nucleare. La dolorosa constatazione che sono cresciute, soprattutto tra le nuove generazioni, la rassegnazione alla sconfitta, il senso di impotenza, la desolata accettazione della “normalità” della banalità del male.

Ma da profondo conoscitore dell’animo umano e delle relazioni interpersonali e sociali, padre Felice Scalia coglie un anelito di speranza e resistenza proprio in quei giovani che sovente e ingiustamente abbiamo definito scarsamente impegnati, conformisti, edonisti. E di cui ci prendiamo cura sempre meno, abbandonali alla solitudine e alla disillusione.

Siamo chiamati invece a investire sempre più energie e risorse sull’educazione e l’istruzione, il contrario di quello che si è fatto in questi anni in Italia e nel mondo intero, sotto il peso delle ignobili logiche del mercato e del profitto. Tornare ad educare alla pace e alla giustizia per poter sopravvivere.