10 Dicembre 2023 Attualità

“VITE SPERICOLATE”, 7a PUNTATA: ANNA GIORDANO SI RACCONTA, “LA MIA VITA IN DIFESA DELL’AMBIENTE”

Di Antonio Mazzeo - Anna Giordano, tra le ambientaliste più note in Italia e in Europa, attivista storica del WWF, un dottorato in Scienze Naturali e innumerevoli riconoscimenti internazionali per il suo impegno a difesa del territorio, dell’ambiente e di tante specie animali a rischio di estinzione. Da giovanissima ha conseguito il Premio Airone d’Oro (1984) per le campagne di lotta contro le stragi di uccelli migratori nello Stretto di Messina. Poi, nel 1998, è stata insignita del Goldman Environment Prize, il più prestigioso premio internazionale per l’ambiente; due anni fa (2021), ha ricevuto il Premio nazionale “Luisa Minazzi” promosso da Legambiente e dalla rivista La Nuova Ecologia.

Con Anna abbiamo ripercorso i primi anni di infanzia, il dolore alla vista degli animali, tutti, in gabbia. E il desiderio crescente di liberarli, liberare gli zoo, liberare i circhi dalla schiavitù, dalle torture dell’ingiusta prigionia da parte dell’uomo. E poi, adolescente, la scoperta della bellezza delle colline che si affacciano sullo Stretto di Messina e la gioia, incontenibile, per il transito di migliaia e migliaia di falchi. Ma, immediata, la tragica scoperta che contro di loro si sfidavano bestialmente cacciatori e bracconieri, una strage che si ripeteva puntualmente ad ogni stagione migratoria da tempi immemorabili. Anna avrà le energie e la capacità di attrarre l’attenzione mediatica nazionale sull’ignobile carneficina; centinaia di volontari giungeranno sui Peloritani per dare il via a campagne e campi di monitoraggio, birdwatching e contrasto dei bracconieri. E per questo sarà vittima di minacce e intimidazioni e finanche di un attentato incendiario al suo automezzo. Ancora oggi non dimentica quei giorni mantenendo però intatta la speranza che le ragazze e i ragazzi che nascono e crescono tra Scilla e Cariddi non perdano l’opportunità di innamorarsi dei battiti d’ali dell’aviofauna che annualmente sfida i deserti africani e le tempeste mediterranee per raggiungere il vecchio continente.

Dal 1996 al 2003 Anna sarà nominata direttrice della Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani e di Paceco, scontrandosi prima con l’incapacità delle classi dirigenti locali e regionali di comprendere la ricchezzail valore e le potenzialità socio-culturali-turistiche del patrimonio naturalistico del sito; poi, per difendere la “tranquillità” dell’oasi ambientale dall’assalto invasivo e distruttivo del turismo di massa mordi e fuggi. Ma Anna è anche una pignolissima studiosa ed esperta valutatrice degli impatti socio-ambientali delle infrastrutture e delle Grandi opere e per questo fornirà un importante contributo per sbugiardare le narrazioni di “sostenibilità” del Mostro sullo Stretto, il famigerato Ponte per il collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria. Per Anna il Ponte è quanto di peggio potrebbe capitare per i fragilissimi equilibri di un territorio fin già troppo compromesso. Nel movimento No Ponte c’è stata sempre. E promette che ci sarà ancora.