17 Gennaio 2024 Attualità

ANNA MARIA GARUFI SI RACCONTA A “VITE SPERICOLATE”: UNA VITA TRA LE SOFFERENZE. LE MINACCE DEI CLAN E LA SOLITUDINE DI OGGI

Di Tonino Cafeo - "Vite Spericolate - storie speciali di persone normali", ha raggiunto il suo primo giro di boa. Nell’autunno appena trascorso abbiamo dato voce a nove persone che - ognuna a suo modo - illuminano, con le cose che fanno e che pensano, la nostra città. Artisti, attivisti sociali e politici, educatori, donne e uomini impegnati nei più diversi campi ci hanno tenuto compagnia con i loro ricordi e le loro riflessioni sempre interessanti.

La stagione 2024 non vuole essere da meno e si apre con un incontro che ha tutte le carte in regola per essere memorabile. In una fredda mattina di gennaio siamo andati a Mangialupi - un rione di Messina di quelli che sbrigativamente si etichettano come “a rischio” – per incontrare Anna Maria Garufi, al lavoro come sempre nella “sua” comunità semiresidenziale per costruire percorsi formativi di liberazione dalle dipendenze su misura per donne e uomini – giovani e non - dalla vita complicata.

Anna Maria, di professione psicoterapeuta, è una volontaria per robusta e antica vocazione. Ci ha raccontato in un paio di ore densissime, che non è stato facile sintetizzare nell’intervista che state per vedere, un percorso complesso che ha avuto inizio accanto ai malati psichiatrici ben prima della stagione felice di riforme che ha portato all’abolizione dei manicomi.

In seguito - a cavallo fra gli anni ottanta e novanta - Anna Maria ha incrociato le vite dei primi malati di Aids e quasi nello stesso tempo i problemi di chi è dipendente da sostanze. È così che ha contribuito alla nascita della Lega Antidroga Messinese (LAM) da cui si è allontanata successivamente contestandone l’approccio prevalentemente autoritario e punitivo.

È cosi che, proprio trentanni fa, è nata la Lelat. Un’associazione che, fra le prime in Italia, ha avuto il merito di mettere in luce il legame fra dipendenze e Aids e di sperimentare un metodo educativo fondato sulla riduzione del danno e sulla promozione dell’autodeterminazione delle persone piuttosto che sulle punizioni.

Anna Maria ci ha condotti dentro la sua vita. Insieme abbiamo ricordato i suoi incontri decisivi – Franco Providenti, Vincenzo Muccioli, don Vinicio Albanese, don Luigi Ciotti - , gli scontri con gli spacciatori e le famiglie mafiose; le storie dei “suoi” ragazzi e ragazze. Ci ha regalato, infine, il suo punto di vista, mai quieto e rassegnato, sulla vita e su Messina, sempre contro ogni forma di stigma e discriminazione che colpisce chi è stato messo ai margini.

Il nostro nuovo anno non sarebbe potuto cominciare meglio.

Buona visione.