Addio a Lillo Alessandro, padre dei ‘Canterini Peloritani’. L’ultima intervista-confessione a “Vite spericolate” – Stampalibera.it
Ultimo aggiornamento 11-01-2026 15:29
20 Novembre 2025 Cronaca di Messina e Provincia
Addio a Lillo Alessandro, padre dei ‘Canterini Peloritani’.L’ultima intervista-confessione a “Vite spericolate”
“Addio papà”. Con queste semplici parole su un post la figlia Patrizia ha annunciato la scomparsa, dopo una lunga malattia, di Lillo Alessandro.
Figura amatissima, Lillo Alessandro ha rappresentato per Messina molto più di un semplice uomo di spettacolo: è stato un custode instancabile delle tradizioni popolari, uno dei pochi in grado di far dialogare passato e presente attraverso la musica, il canto e la memoria. Nato e cresciuto all’ombra dei Peloritani, ha dedicato l’intera vita alla salvaguardia del patrimonio folklorico siciliano, trasformando una passione giovanile in una missione culturale che ha attraversato decenni.
Alessandro, classe 1937, nell'intervista che pubblichiamo, realizzata nel marzo scorso, aveva condiviso volentieri i mille aneddoti di una vita lunga e ricca di creatività e inventiva. Ad ascoltarlo non ci si annoiava mai ed era possibile scoprire lati inediti della sua personalità. Per esempio che non sempre la cultura popolare è stata al centro dei suoi interessi. Negli anni della ricostruzione, come tanti giovani della sua generazione, è attratto dalla musica americana al punto da diventare, nel 1957, campione d’Italia di Rock&Roll. Ma la passione per la musica e la danza non resta un fatto occasionale. Lillo Alessandro studia all’Accademia di danza classica di Messina e si diploma maestro di danza da sala a Roma con Angelo Santinelli. È anche fra i fondatori della Federazione italiana danze sport ma già alla fine degli anni '50 arrivano nella sua vita i Canterini Peloritani. “Per amore”, ci ha raccontato. Un amore che rapidamente guadagna il centro della sua vita e non lo abbandona più.
Nel 1958 diventa direttore dei Canterini e da allora gira i festival e le manifestazioni di tutti i paesi per fare conoscere al mondo le tradizioni popolari, i canti e le danze dello Stretto di Messina. Con lo storico gruppo vince l’edizione 1964 della mitica trasmissione Canzonissima della Rai e si esibisce davanti a capi di stato e rappresentanti delle più prestigiose istituzioni internazionali.
Trova anche il tempo per approfondire la sua conoscenza della cultura popolare: nel 1974 si laurea in lettere a Messina con una tesi etnoantropologica sulle “banniate” che si ascoltano nei mercati storici all’aperto e dai venditori ambulanti siciliani.
Lillo Alessandro negli anni '70 è anche uno dei pionieri delle TV locali: è direttore artistico di Rtp e poi di Teletime. In questo ruolo inventa programmi passati alla storia e scopre talenti come Lino Soraci e Carla Luvarà.
La sua lunga avventura nel mondo dello spettacolo popolare ottiene infine un riconoscimento prestigioso nel 2021, quando la regione Sicilia lo iscrive nel "REIS - Registro eredità immateriali - Libro dei tesori umani viventi", come esponente di primo piano del folklore isolano. Nella sua lunga vita artistica aveva pubblicato libri su danza e abito tradizionale, composto canti in vernacolo, era stato nominato Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana, Croce di Ufficiale dell’Ordine Melitense, “Ambasciatore del Folklore Mondiale”.
Domani alle 15 i funerali in Cattedrale.
LE REAZIONI.
La notizia della morte si è diffusa rapidamente sui social con attestazioni di stima e manifestazioni di cordoglio per la perdita di un uomo, “un maestro” che rappresenta un pezzo di storia per la città.
“Ci lascia un testamento artistico e storico di una testimonianza di messinesità unica e irripetibile, sintetizzata magnificamente nel suo brano bellissimo “A me Missina” – scrive chi lo ha conosciuto - La città si risveglia ancora una volta più povera, ma caro Lillo, non sarai mai dimenticato. Grazie per tutto quello che hai fatto per questa comunità”.
“Io so che continuerò a vederlo e a sentirlo ovunque, qui a Messina. Anche se ci ha lasciato, la sua presenza rimane viva in tanti ricordi…", è il saluto rivolto dal presidente di Confcommercio Carmelo Picciotto. "È presente perché ha saputo mettere Messina al centro del mondo, farla conoscere e farla amare. Ha fatto parlare di Messina con orgoglio, con rispetto, con quella luce speciale che lui sapeva accendere. Maestro di cultura vera, cultura che nasceva dalla passione, dalla creatività, dalla sua straordinaria capacità di essere insieme padre, maestro e guida per generazioni di giovani. Una mente brillante, un cuore generoso, un organizzatore instancabile che ha dato forma e colore alle nostre tradizioni, al nostro folklore, alla nostra identità. A lui dobbiamo tanta della vivacità che oggi ancora respiriamo nel mondo culturale e del folklore, a lui dobbiamo quella forza immensa che ha saputo trasmettere alla nostra città. E poi c’è una verità semplice e profonda: nessuno muore davvero, finché vive nella vita degli altri. E lui vivrà sempre in tutti coloro, messinesi, che fanno qualcosa di culturale, di musicale, di artistico… Vivrà in ogni messinese che porta la propria passione nel mondo, in chi crea, in chi insegna, in chi continua a far brillare Messina così come lui ha fatto per tutta la vita”.
La cantante Carla Luvarà lo ricorda così: Ciao Lillo, voglio ricordarti così! Senza di te non avrei cominciato la mia carriera di cantante e conduttrice televisiva. Non smetterò mai di ringraziarti per aver sempre creduto in me! Ti terrò sempre custodito nel mio cuore ❤️❤️❤️❤️
Questo il post pubblicato dall'assessore comunale Massimo Finocchiaro: "Ciao Lillo.
Oggi Messina piange un autentico pilastro delle nostre tradizioni popolari, Lillo Alessandro.
Tesoro inestimabile della Cultura Siciliana. Grazie alla sua instancabile dedizione, l'eredità etnomusicologica della Sicilia ha trovato nuova vita e risonanza ben oltre i nostri confini.
Persona distinta, affabile e gentile.
Poeta, scrittore e appassionato custode delle nostre tradizioni. Lillo ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti per il suo prezioso lavoro, tra questi, il rinomato Premio Colapesce, che ha celebrato figure di spicco nei mondi della cultura, dell'arte e dello sport.
Grazie di tutto Lillo, salutami mio papà.
La tua eredità continuerà a ispirare e a vivere nei cuori di tutti noi".
Di seguito pubblichiamo anche il ricordo dell'architetto Nino Principato:
LILLO ALESSANDRO, UN PEZZO IMPORTANTE DELLA MESSINESITA’ CHE CON LUI SE NE VA.
Ciao caro Lillo, amico mio carissimo e affettuoso da sempre, uomo libero, indipendente, che non le mandava mai a dire quando c’era da battersi come un leone da par tuo per difendere la nostra cara e amata Messina quando veniva offesa, oltraggiata e vilipesa.
Oggi, nel giorno in cui hai iniziato un lungo viaggio, uno dei tanti della tua vita in giro per i cinque continenti, ma stavolta oltre, molto più oltre dei confini del mondo, non voglio ricordarti con i soliti elenchi di tutto quello che hai fatto, con la solita biografia di circostanza, con i soliti “coccodrilli” di gente che magari ti ha osteggiato durante la tua vita e che oggi ti ricorda ipocritamente.
Ti ricordo con le tue parole che come lama affilata di spada tagliano, lasciano e lasceranno il segno, sul politicume di ieri e di oggi (la storia, non cambia), su quanti ti hanno osteggiato, offeso, umiliato per quello che di buono proponevi e che avresti voluto fare per la tua, per la nostra Messina.
E lo faccio con un brano scritto da te nel tuo libro, uno dei tanti, “Il silenzio è complice” cui ho partecipato nella seconda parte quando dialogavo con te sugli uomini e donne illustri messinesi:
“Sembra una campagna elettorale. Io chiedo venia al Signore ma non riesco a perdonare i politici, in particolar modo quelli locali che, oltre a non interessarsi dei problemi della città, non frequentano la chiesa tranne per alcune presenze a funerali a celebrazioni solenni dove esserci è importante per l’apparire. Ecco perché io, da un periodo in qua, sono un peccatore, perché la liturgia mi dice: “preghiamo per i governanti e la classe politica locale’’, ma io non mi sento di pregare per questo. Certamente, c’è l’eccezione che conferma la regola. Sono grato alla vita che mi ha donato una moglie bellissima, quattro figlie meravigliose, tre nipoti affettuosissimi che in questo periodo mi stanno vicino in modo particolare. Spero, un giorno, di ritrovare i miei cari in Paradiso, dove credo fermamente di poterli raggiungere, in un’atmosfera festosa.
Sant’Agostino diceva che in Paradiso si suona, si canta e si balla: una continuità con quello che ho sempre fatto nella mia vita.”.
E sono convinto, caro Lillo, che domani ai tuoi funerali in Cattedrale, davanti a sepolcri imbiancati che si batteranno il petto, davanti alle istituzioni con l’ipocrita volto mesto di circostanza, davanti a uomini seri e compassati in giacca e cravatta con la finta maschera del dolore, tu riderai.
Nino
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