2 Dicembre 2025 Giudiziaria

Processo Apotheke, il pm chiede la condanna per tutti

Sette richieste di condanna e due di assoluzione. Ma parecchi reati sono ormai prescritti, visto che risalivano al 2016. E nel frattempo tre imputati sono pure deceduti. Ecco il giorno dell’accusa al processo “Apotheke” davanti alla prima sezione penale del tribunale presieduta dalla giudice Adriana Sciglio, incentrato sui rimborsi dei farmaci per centinaia di migliaia di euro che furono truffati all’Asp di Messina nella catena dei pagamenti di ritorno, dal 2016 fino al febbraio del 2020. Farmaci e rimborsi d’oro. Migliaia e migliaia di prescrizioni a pazienti morti da mesi, oppure “fantasma”, o ancora ignari di tutto. Un procedimento in cui l’Asp è parte civile, ed è stata rappresentata dall’avvocato Salvatore Sorbello.

C’era tutto questo nell’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, che nel febbraio del 2020 scosse e non poco il mondo della sanità pubblica messinese, soprattutto quello dei farmacisti e dei medici di base.

È stata la pm Francesca Bonanzinga ieri a formulare le richieste per la Procura, all’epoca fu proprio lei a seguire l’indagine della Guardia di finanza.

Erano dodici in origine le persone coinvolte, con le accuse a vario titolo contestate di truffa e falso anche in forma associativa, e con alcuni casi di esercizio abusivo della professione: il farmacista Sergio Romeo, titolare della “Farmacia del Villaggio”, al rione Aldisio; cinque medici di base: Filippo Gregorio Cutrì, Salvatore De Domenico, Basilio Cucinotta, Santi Ielo e Nunzio Minutoli; c’erano poi altre cinque persone indagate per vari reati nell’ambito dell’inchiesta: Giovanni Romeo, padre del farmacista Sergio, Marisa Sparacino, madre del farmacista, Sergio Romano, collaboratore della farmacia, Stefania Samperi, farmacista collaboratrice di Romeo, Valentina Costanzo, farmacista collaboratrice di Romeo, e infine Rosario Palmeri, secondo l’accusa originaria il “collettore” delle ricette, che prelevava dai vari studi medici e consegnava poi in farmacia. Minutoli, Giovanni Romeo e Sparacino nel frattempo sono deceduti.

Ecco il dettaglio delle richieste della pm: Sergio Romeo, 7 anni di reclusione e 20mila euro di multa; Gregorio Filippo Cutrì, 4 anni e 6 mesi più 4mila euro di multa; Salvatore De Domenico, 2 anni e 10 mesi più 1.500 euro di multa; Basilio Cucinotta, 5 anni e 5mila euro di multa; Santi Ielo, 4 anni e 3mila euro di multa; Sergio Romano, 2 anni e 8 mesi più 10mila euro di multa; Stefania Samperi, un anno e 4 mesi più 8mila euro di multa. La pm Bonanzinga ha chiesto invece l’assoluzione da ogni accusa contestata per Valentina Costanzo e Rosario Palmeri.

Prossima udienza il 27 gennaio, per completare le arringhe degli avvocati Fabrizio Grosso, Pietro Luccisano, Patrizia Causoliano, Antonello Scordo, Corrado Rizzo, Giuseppe Carrabba, Antonio Spiccia, Nunzio Rosso e Giuseppe Trischitta.

I reati contestati vanno in dettaglio dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata, al falso ideologico, all’esercizio abusivo della professione medica e di farmacista, alla somministrazione di morfina senza la prescrizione medica.

L’indagine scattò dopo una denuncia presentata dall’Asp per segnalare irregolarità nell’emissione di prescrizioni mediche (le cosiddette “ricette rosse”), nei confronti di diversi soggetti fruitori di esenzioni ticket per motivi di reddito, concernenti l’acquisto di costosi farmaci, a sua volta portate a rimborso. Emerse che le prescrizioni mediche, ritenute anomale, venivano utilizzate principalmente per acquisti effettuati quasi esclusivamente presso un’unica farmacia territoriale dell’Asp, quella gestita dai Romeo al villaggio Aldisio. Ed era una farmacia dai fatturati milionari. Che «... in breve tempo, ha visto aumentare in maniera esponenziale i propri complessivi flussi di vendita (prescrizioni mediche “rosse” più quelle “bianche”)».