15 Gennaio 2026 Politica e Sindacato

Un commissario per il Ponte. Palazzo Chigi pensa a Ciucci

Un commissario per il ponte sullo Stretto. Il governo ci pensa. L’idea è sul tavolo di Palazzo Chigi, che ha strappato il dossier al ministero dei Trasporti di Matteo Salvini dopo la bocciatura della Corte dei conti. Ma nelle ultime ore è emersa la tentazione di un’ulteriore centralizzazione. Il nome più quotato per il nuovo incarico è quello di Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, la concessionaria a controllo pubblico per la progettazione, realizzazione e gestione del collegamento tra la Calabria e la Sicilia.

Fonti di governo spiegano a Repubblica che l’ipotesi del commissario nasce dalla necessità di avere un referente unico. Toccherà a lui mettere ordine nella babele dei lavori in corso dentro l’esecutivo per rispondere ai rilievi dei magistrati contabili. Una sorta di mea culpa per gli errori fatti durante la preparazione della delibera Cipess, l’atto fermato dalla Corte.

La riflessione in capo alla presidenza del Consiglio recita grosso modo così: la catena di comando si è rivelata confusionaria. Troppi passaggi difettosi tra Mit, Mef e Dipartimento per la programmazione economica di Palazzo Chigi. Per questo si cambia. Il commissario sarà anche il punto di riferimento delle amministrazioni prima della presentazione di nuovi documenti in Consiglio dei ministri. E avrà il compito di interloquire con la Commissione europea.

Poteri in linea con una postura conciliante: l’esecutivo, infatti, non seguirà la strada della registrazione con riserva della delibera su cui i giudici hanno espresso numerosi dubbi. Un’opzione che anteporrebbe l’interesse politico ai rilievi, obbligando appunto la Corte a registrare l’atto.

Anche per queste ragioni, Ciucci appare il favorito: il manager ha sempre sconsigliato, anche pubblicamente, di andare allo scontro. Al contrario ha invitato a lavorare per rispondere alle annotazioni dei magistrati contabili. In questo perfettamente allineato all’orientamento della presidenza del Consiglio e anche di Salvini. Tra l’altro è stato proprio il vicepremier leghista, nel 2023, a riattivare la società guidata da Ciucci con l’obiettivo di riavviare il progetto del Ponte.

Ora per lui è pronto un ruolo di supervisore. Il commissario non dovrebbe avere poteri speciali in materia di appalti. Non potrebbe, quindi, agire in deroga, come avvenuto ad esempio con il ponte Morandi. Ma sarà sempre di più «l’uomo del Ponte». Per volontà del governo. Meglio, per necessità.