A20 Messina-Palermo, tagliati migliaia di pini: crociata degli ambientalisti
Un tam tam continuo. Immagini e segnalazioni arrivano da automobilisti indignati e preoccupati che percorrono la Messina-Palermo e la Messina-Catania. Migliaia di alberi ad alto fusto sono stati tagliati sulla A 18 e sull'A20. Alcune centinaia di pini nel tratto che va da Tremestieri a Boccetta. Ma gli abbattimenti riguardano tutta la Messina Palermo e tutta la Messina Catania. E così è nato un comitato: "Non sono indifferente". Obiettivo difendere l’ambiente e la biodiversità. Il comitato sta raccogliendo le firme in appoggio alla petizione che punta a fermare gli abbattimenti di alberi nelle autostrade siciliane da parte del CAS, Consorzio Autostrade Siciliane. Tra coloro che guidano il comitato l'editore Iannuzzi. “Gli alberi di alto fusto- scrive il comitato- sono patrimonio di tutta la comunità e servono ad: evitare frane e dissesti geologici, ci forniscono l'aria che respiriamo, in estate diminuiscono di almeno 10 gradi la temperatura, sono sicuramente un bene paesaggistico da preservare, assorbono gli inquinanti e sono l'habitat naturale per uccelli ed altri animali.
Il presidente del comitato che ha messo a disposizione un numero whatsApp per le segnalazioni è Giuseppina Mammola. E le segnalazioni sono arrivate eccome. Tanto da far muovere tutte le associazioni ambientaliste. Italia nostra in una lunga lettera indirizzata alla Regione e al consorzio autostrade ha chiesto l'immediata sospensione degli abbattimenti. Italia nostra ricorda che gli interventi sulla vegetazione in ambito autostradale dovrebbero fondarsi su metodologie tecniche riconosciute a livello internazionale che consentono di valutare la stabilità ed il rischio associato ai singoli esemplari arborei. Evitando approcci generalizzati. E chiede di rendere pubblici i criteri adottati il censimento arboreo le motivazioni tecniche, la misure di mitigazione. A seguire un'altra missiva firmata da Wwf, Lipu e Legambiente Sicilia.
“Dichiariamo il nostro dissenso e, a tal proposito, vogliamo citare una sentenza del Tribunale civile di Torino del 30 maggio 2024 che rappresenta un punto di svolta nel rapporto tra amministrazioni pubbliche e verde urbano e che è destinata a fare giurisprudenza.
In essa si dichiara che gli alberi urbani non sono arredo, non sono variabili sacrificabili, non sono un dettaglio tecnico, sono infrastrutture ambientali essenziali direttamente connesse al diritto alla salute.
Nella delibera di affidamento del consorzio, circa 3 milioni di spesa le motivazioni degli abbattimenti. “Alberi incombenti sulle carreggiate. Occorre eliminare i potenziali pericoli”.