25 Marzo 2026 Politica e Sindacato

“Caro Basile, avete fatto solo l’ordinario. Per rilanciare il turismo serve pianificazione”

Non è tutto “straordinario” quello che luccica nella narrazione turistica dell’amministrazione comunale uscente. A lanciare una critica decisa è Angelo Villari, operatore del settore con una lunga esperienza professionale e accademica, che in una lettera aperta al sindaco Federico Basile mette in discussione la visione del turismo cittadino degli ultimi anni.

L’equivoco dell’”anno zero”

Il punto centrale del dissenso di Villari riguarda la pretesa di fissare il 2018 come il punto di partenza dello sviluppo turistico della città. Una ricostruzione che, secondo l’esperto, ignorerebbe decenni di lavoro precedente. “Ciò che appare realmente singolare — per chi come il sottoscritto ha studiato, insegnato e lavorato in questo comparto per quasi quarant’anni — è la pretesa di fissare l’anno zero dello sviluppo turistico messinese proprio al 2018”, scrive Villari, precisando che “la storia non si cancella con un comunicato stampa”.

Villari ricorda come le basi della Messina crocieristica siano state gettate molto prima: “Se oggi puoi parlare con disinvoltura di escursionismo, è solo perché nell’anno 2000 qualcuno ha lavorato con lungimiranza affinché questa città diventasse una meta di rilievo”. Cita protagonisti come Buzzanca, Laurà e “quel visionario che per primo nel Sud Italia investì in un trenino turistico”, definendo questo percorso come “storia documentata che nessuno può smentire”.

Ordinaria amministrazione contro sviluppo reale

Secondo Villari, molte delle azioni oggi descritte come eccezionali rientrerebbero in realtà nella norma gestionale. “Ho riscontrato un’enfasi eccessiva nel descrivere come straordinarie azioni che, per chi conosce profondamente il settore, rientrano nella più assoluta ordinarietà amministrativa”, incalza l’esperto.

Il cuore della critica punta sulla mancanza di una strategia di lungo periodo: “Il turismo è un fenomeno economico complesso che va studiato per essere governato. Bisogna saper distinguere tra gli interventi strutturali, quelli che creano sviluppo reale nel tempo, e quelli strumentali che restano accessori”. Per Villari, la “vocazione” di una località non è una percezione soggettiva, ma “un dato numerico preciso, dato dal rapporto tra posti letto e numero di residenti”.

Un invito alla pianificazione

La lettera si conclude con un invito al sindaco Basile a uscire dalla narrazione politica per indicare un modello di sviluppo economico concreto. “In un confronto serio, mi sarei aspettato di sentire se questa città abbia davvero una vocazione turistica e se tu intenda indicare con chiarezza il turismo come modello di sviluppo portante”, scrive Villari.

L’esortazione finale è quella di costruire partendo da quanto ereditato, senza fretta di “auto-assegnare medaglie a chi, ad oggi, ha semplicemente svolto il proprio normale dovere”. Messina, per Villari, ha bisogno di una pianificazione scientifica per trasformare il comparto da semplice gestione dell’esistente a vero motore della città.