31 Marzo 2026 Giudiziaria

Corruzione e sospetti di mafia: Carmelo Vetro e Giancarlo Teresi restano in carcere

Il tribunale del Riesame di Palermo ha deciso di confermare la custodia cautelare in carcere per Carmelo Vetro, imprenditore di Favara già condannato a nove anni per associazione mafiosa nell’operazione “Nuova cupola” e ritenuto vicino ai clan agrigentini e recentemente arrestato con l’accusa di corruzione aggravata. La decisione dei giudici, presieduti da Annalisa Tesoriere, giunge in seguito al ricorso presentato dalla difesa contro l’ordinanza del gip. Stessa decisione, sempre del tribunale del Riesame, anche per il funzionario regionale Giancarlo Teresi, pure lui resta in carcere.

L’inchiesta, che tocca ambiti amministrativi e politici, vede coinvolti anche il dirigente regionale Giancarlo Teresi e l’ex europarlamentare Salvatore Iacolino, quest’ultimo indagato per l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa. Nonostante la conferma del carcere, il tribunale ha accolto parzialmente le tesi della difesa, rappresentata dall’avvocato Samantha Borsellino, annullando la contestazione relativa alla detenzione illecita di armi.

La specifica accusa era scaturita da alcune intercettazioni in cui Vetro faceva riferimento a fucili e munizioni, ma la ricostruzione è stata contestata dai legali e ritenuta non sufficientemente fondata dal Riesame. Resta invece immutato il resto dell’impianto accusatorio riguardante i presunti episodi di corruzione, confermando la gravità del quadro indiziario a carico dell’indagato.