Aperto il processo per corruzione al chirurgo Stagno d’Alcontres
È durata poco l’udienza. Il tempo delle solite procedure preliminari per impostare il processo, depositare le liste dei testi da ascoltare, stabilire l’elenco delle conversazioni da trascrivere, e poco altro. Poi tutto è stato rinviato al 7 maggio per affidare l’incarico al consulente che dovrà mettere su carta uno dei pilastri dell’accusa, ovvero le intercettazioni, ambientali e telefoniche.
Comunque ieri mattina si è aperto formalmente il processo con giudizio immediato nei confronti di Francesco Stagno d’Alcontres, l’ex primario di Chirurgia plastica del Policlinico di Messina ed ex parlamentare arrestato il 5 dicembre scorso con le accuse di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa. Secondo la Procura avrebbe preteso contributi di diverse decine di migliaia di euro - in tutto circa 700mila euro -, da alcune case farmaceutiche e imprese di prodotti medicali per l’organizzazione di un congresso medico a Giardini Naxos, in cambio del suo “sta bene” per assicurare le forniture nel suo reparto alle stesse ditte. Un “do ut des” secondo la Procura, monitorato per mesi dalle indagini.
Stagno d’Alcontres, che da quel giorno si trova ancora agli arresti domiciliari, era in aula ieri mattina. Con lui c’era uno dei suoi legali, l’avvocato Salvatore Silvestro, anche in sostituzione del collega Nico D’Ascola.
Lunedì sul tema dei domiciliari, ma forse anche su altri aspetti della vicenda, bisognerà attendere il deposito delle motivazioni per capirlo, si è pronunciata la Cassazione. Lo hanno fatto i giudici della VI sezione, che hanno annullato con rinvio il provvedimento con cui i giudici del Riesame di Messina avevano confermato il provvedimento del gip, che aveva disposto i domiciliari per il chirurgo.
Il collegio penale che si occuperà del dibattimento è presieduto dalla giudice Maria Eugenia Grimaldi e composto dai colleghi Crisafulli e Santoro, mentre l’accusa è sostenuta dalla pm Giorgia Spiri, che ieri era in aula e tra l’altro ha depositato la sua lista testi, saranno una trentina per la Procura le persone da ascoltare in aula, e ha anche preparato e depositato l’elenco delle conversazioni che intende far trascrivere al perito. Dal canto suo l’avvocato Silvestro ha depositato la sua lista dei testi da sentire, saranno una ventina circa, e si è riservato prima del 7 maggio, cioè dell’affidamento dell’incarico peritale, di indicare altre conversazioni da trascrivere ritenute utili dalla difesa. Le due liste testi sono state accolte dai giudici.
Il procedimento si terrà con le forme del rito ordinario, i difensori del medico non hanno infatti depositato ieri alcuna richiesta di rito alternativo, così come non hanno richiesto ai giudici del dibattimento, almeno per adesso, di pronunciarsi sul tema dei domiciliari.
Sul fronte delle parti civili ieri si sono costituiti in giudizio sia il Policlinico che l’Università di Messina, che erano stati già indicati come parti offese dalla Procura nella richiesta di rito immediato. L’ospedale universitario è rappresentato dal prof. Giovanni Grasso, l’ateneo dall’Avvocatura dello Stato.
La mole di faldoni del processo è già notevole. Oltre alle varie informative depositate a conclusione delle indagini dai carabinieri della Sezione di Pg della Procura e dai finanzieri del Nucleo economico-finanziario, ci sono per esempio i verbali di perquisizione e sequestro, i cd con le intercettazioni, i verbali d’interrogatorio del gip e la copia forense dei contenuti di telefonini e computer che sono stati sequestrati ed esaminati dai consulenti del pm. Ma ancora siamo alle prime battute. Già dal 7 maggio si entra di più nel vivo.