Dopo 8 anni di processo Montante spunta in aula
Ha mantenuto lo stesso sguardo Antonello Montante. Dopo 8 anni di processo e una condanna già definitiva a 5 anni, per la prima volta ieri l’ex leader degli industriali siciliani è entrato in aula a Palazzo di giustizia di Caltanissetta per assistere all’udienza del maxiprocesso che porta il suo nome. In questo dibattimento è sotto accusa per corruzione. Vive oramai definitivamente ad Asti e si è ritirato a vita privata. Quella di ieri è stata la prima uscita pubblica.
Sono 17 gli imputati tra politici e altri vertici delle forze dell’ordine, è il filone dell’inchiesta “Double Face” dedicata alla politica. Seduto accanto al suo avvocato Boris Pastorello, Montante ha ascoltato l’esame e il contro esame dell’attuale vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, sentito come teste. La vicenda di cui ha parlato riguarda il periodo in cui era direttore di “Panorama”. L’inchiesta sul cosiddetto “sistema Montante” è chiamata “Double Face“, quasi a simboleggiare la “doppia faccia” della finta antimafia. Il numero uno di Confidustria in Sicilia, secondo il teorema accusatorio, avrebbe influito, per anni, sulla politica regionale, decidendo assessori e nomine varie. Secondo gli inquirenti nisseni, Montante, per anni ritenuto paladino dell’antimafia, avrebbe messo in piedi una vera e propria rete di “spionaggio” con lo scopo di avere notizie sulle indagini della magistratura a suo carico e per avere informazioni su quelli che riteneva suoi “avversari”.
Nel suo “cerchio magico“ tanti nomi eccellenti: da politici a giornalisti, da imprenditori a sindacalisti, fino a uomini delle forze dell’ordine.