Messina, la Cardiochirurgia del Papardo sempre più leader nell’innovazione
All’ospedale Papardo la Cardiochirurgia a direzione universitaria continua a muoversi lungo una traiettoria di progressiva innovazione clinica, con l’esecuzione del primo impianto di una nuova generazione di valvola mitralica biologica, destinata a garantire una durata superiore ai vent’anni. L’intervento è stato eseguito su un paziente di 68 anni con endocardite su valvola mitralica nativa, indicazione che ha reso necessario procedere alla sostituzione valvolare. La procedura, condotta dall’équipe guidata dal prof. Francesco Patanè, si è svolta con tecnica mininvasiva e in sinergia con il team di cardioanestesia. La nuova protesi “Mitris”, ha spiegato Patanè, «rappresenta un’evoluzione nel campo delle valvole biologiche: oltre a una maggiore durata attesa rispetto ai dispositivi tradizionali, offre migliori caratteristiche emodinamiche, con un flusso sanguigno più fisiologico e potenzialmente una riduzione del rischio di reintervento nel lungo periodo. L’utilizzo dell’approccio mininvasivo ha inoltre contribuito a contenere il trauma chirurgico, favorendo un decorso post-operatorio più rapido e una degenza più breve».
L’intervento si è concluso senza complicazioni, confermando la sicurezza della procedura e l’affidabilità della tecnologia. Il risultato si inserisce nel percorso di consolidamento del centro come realtà di riferimento nella Cardiochirurgia regionale e nazionale, già caratterizzato da diverse tappe: dall’introduzione della chirurgia mininvasiva endoscopica nel 2009, al primo impianto di cuore artificiale nel Sud Italia nel 2014, fino alle più recenti esperienze nella riparazione valvolare mitralica a cuore battente e nell’utilizzo di dispositivi integrati di nuova generazione. «In questo contesto – ha aggiunto Patanè – il nuovo impianto conferma una linea di sviluppo che unisce pratica clinica e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di ampliare le opzioni terapeutiche».