8 Maggio 2026 Politica e Sindacato

FINANZIAMENTI PER MESSINA, CARLOTTA PREVITI “SMONTA” LA NARRAZIONE DI BASILE E FINOCCHIARO: “NON E’ POLITICA, MA E’ TECNICA. AVETE FALLITO”

“Ex sindaco Basile, ex assessore Finocchiaro, temo continuiate a confondere la comunicazione politica con la programmazione economica. Quando una misura da 5 milioni di euro destinata a circa 100 imprese viene presentata come ‘strategia strutturale di sviluppo’, il problema non è politico. È tecnico. Significa non comprendere la differenza tra un intervento compensativo a scala limitata ed una reale politica economica urbana”. Lo dichiara Carlotta Previti, assessora designata del candidato sindaco Marcello Scurria, in relazione alle risposte degli ex amministratori di Messina sulle tematiche economiche.

“La proposta che abbiamo illustrato – specifica Carlotta Previti - opera infatti su un ordine dimensionale completamente diverso: circa 40 milioni di euro destinati a quasi 1000 imprese attraverso attività di riprogrammazione di strumenti esistenti, riallocazione di economie, integrazione di linee esistenti e costruzione di programmi integrati per il commercio urbano. Non si tratta di annunci. Si tratta di ordinaria tecnica di finanza pubblica per chi ha familiarità con la programmazione multilivello. Ed è esattamente il metodo che ho già applicato durante l’emergenza Covid, quando sono stati reperiti oltre 40 milioni di euro per il sistema produttivo attraverso rimodulazioni finanziarie, riprogrammazioni e negoziazioni istituzionali. Per questa ragione trovo quasi singolare leggere che ‘i fondi pubblici richiedono lavoro’. Naturalmente. È una osservazione piuttosto ovvia. Le risorse non si materializzano spontaneamente: si costruiscono attraverso capacità amministrativa, credibilità istituzionale e priorità politiche. Ed è qui che emergono alcune questioni rimaste convenientemente irrisolte. Che fine hanno fatto i fondi POC Metro destinati alle start up, pari a circa 1,5 milioni di euro? Per quale ragione la piattaforma digitale del commercio prevista nel progetto PMI CARD è stata eliminata salvo poi riapparire oggi come improvvisa intuizione innovativa? E ancora: il Piano della Notte era già contenuto nelle misure PMI CARD. Dopo quasi quattro anni viene ripresentato come se fosse una nuova elaborazione strategica.
Sui Distretti Urbani del Commercio, poi, sarebbe opportuno evitare formulazioni suggestive ma economicamente inconsistenti. I DUC non producono finanziamenti, investimenti o crescita. Sono strumenti ordinamentali privi di efficacia autonoma se non accompagnati da programmazione economica, governance e capacità di attrazione di capitale pubblico e privato. Ma il punto più surreale della vostra ricostruzione resta il richiamo al rapporto Nomisma. Qui il problema diventa quasi metodologico.
Le elaborazioni Nomisma descrivono tendenze macroeconomiche aggregate. Utilizzare dati aggregati per negare una crisi microeconomica evidente significa confondere livelli di analisi completamente differenti.
La macroeconomia osserva gli aggregati.
La microeconomia osserva la struttura reale del tessuto produttivo: cessazioni, marginalità, sostenibilità operativa, dinamica dei consumi, sopravvivenza commerciale. Ed i dati ufficiali della Camera di Commercio restituiscono una fotografia molto meno celebrativa: quasi 4 mila imprese cessate negli ultimi anni e oltre 1000 esercizi chiusi nel solo 2025. Parlate di “resilienza”? E’ resiliente il regolamento comunale che prevede la sospensione delle licenze commerciali in caso di ritardato pagamento dei tributi comunali? Perché una amministrazione seria non misura la propria efficacia attraverso rendering, slogan o conferenze stampa. La misura è una sola: capacità di aumentare le imprese attive, attrarre investimenti produttivi, consolidare reddito urbano e rafforzare la base economica territoriale.
Ed è precisamente qui che avete fallito”.