Fiumi di droga tra Messina e Barcellona: la Cassazione rigetta i ricorsi
Diventano definitive le dieci condanne inflitte in appello in uno dei processi-stralcio nato dall’operazione “Montanari”, su un vasto giro di droga tra Messina, Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. Si tratta di uno dei filoni dell’inchiesta sulla riorganizzazione di Cosa nostra barcellonese condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina e sfociata nel blitz dei carabinieri nel febbraio 2022, che coinvolse circa 80 persone.
La quarta sezione penale della Cassazione ieri pomeriggio ha infatti rigettato tutti e dieci i ricorsi presentati dai legali degli imputati nei mesi scorsi.
I giudici d’appello, a Messina, per questo stralcio del maxi procedimento, decisero tutto il 20 giugno del 2024. Condannando a 10 anni e 10 mesi Tommaso Pantè, Alessandro Abbas a 6 anni, 9 mesi e 10 giorni, Massimo Pirri a 7 anni e 8 mesi, Salvatore Benenati a 7 anni e 2 mesi, Teresa Morici a 6 anni, 9 mesi e 10 giorni, Maria Concetta Lenzi a 4 anni e 6 mesi (furono concesse le attenuanti generiche), Daniele Mazza a 8 anni, 5 mesi e 10 giorni, Yassine Lakhlifi a 6 mesi (fu accordato il concetto di “lieve entità”), Santo Genovese a 10 mesi, Elena Sottile a 6 mesi. Tutte queste condanne decise in appello nel 2024 dopo il rigetto dei ricorsi difensivi in Cassazione di ieri pomeriggio sono divenute definitive.
Gli imputati in Cassazione sono stati difesi dagli avvocati Giampiero Palleschi, Gabriella Caccamo, Cinzia Panebianco, Salvatore Lo Vecchio, Giuseppe Cicciari, Tommaso Autru Ryolo, Giuseppe Ciminata, Salvatore Silvestro, Gaetano Pino, Carmelo Mazzeo e Pinuccio Calabrò. Per le parti civili sono intervenuti invece gli avvocati Giuseppe Cicciari e Antonietta Pugliese.