Una legge speciale per Messina: il Pd presenta una proposta di legge
Un disegno di legge articolato in 27 articoli, sette capi e una dotazione complessiva da un miliardo di euro per trasformare Messina in una piattaforma strategica del Mediterraneo. È questa l’ossatura del “Masterplan Messina 2030”, il ddl presentato al Senato dal senatore Antonio Nicita e illustrato nel documento “Messina 2030”.
Il documento è stato mostrato stamane in conferenza stampa presso un gremito Salone delle Bandiere del Comune di Messina. Al tavolo dei relatori, proprio il senatore Nicita accompagnato dalla candidata sindaca della coalizione di centrosinistra Antonella Russo e dalla sua squadra di assessori designati per il governo della città.
«Messina rappresenta uno snodo fondamentale per i collegamenti europei e mediterranei, ma al tempo stesso un paradosso. Questo perché la ricchezza prodotta dal traffico logistico e infrastrutturale non si è mai tradottain sviluppo stabile per il territorio. La città metropolitana è un’area che serve l’Europa ed è opportuno che la ricchezza generata resti sul territorio», ha spiegato il Senatore Nicita nel corso del suo intervento.
L’architettura del provvedimento si sviluppa attorno a sette grandi aree strategiche. Il primo capo riguarda finalità e principi, con il riconoscimento giuridico dell’area come nodo strategico nazionale. Il secondo si concentra sulla piattaforma logistica integrata, con interventi su porto, ferrovia e rete autostradale. Il terzo asse è dedicato all’economia del mare, con investimenti su cantieristica navale e refitting.
Ampio spazio anche alla transizione energetica della flotta marittima, con riferimenti ai regolamenti europei FuelEU Maritime e AFIR, mentre uno dei pilastri centrali del ddl è rappresentato dalla creazione della “ZES-Stretto”, una Zona economica speciale accompagnata da una zona franca e da uno sportello unico per semplificare gli investimenti.
Il sesto capo affronta invece innovazione, ICT e politiche giovanili, con l’obiettivo dichiarato di contrastare lo spopolamento e attrarre nuove competenze professionali. L’ultimo capitolo è dedicato alla governance del piano, con la previsione di un’Agenzia di coordinamento, sistemi di monitoraggio e strumenti finanziari dedicati.
«Il documento individua undici capitoli di spesa per la distribuzione del miliardo di euro previsto dal ddl. La quota più consistente, pari a 250 milioni di euro, sarebbe destinata alla piattaforma logistica e ferroviaria, con interventi per l’intermodalità e il decongestionamento dei flussi di traffico. Altri 150 milioni andrebbero all’economia del mare e alla cantieristica, mentre ulteriori 150 milioni sarebbero riservati alla ZES, alla zona franca e alle misure per l’attrazione degli investimenti», ha aggiunto l’esponente del Partito Democratico.
Il piano prevede poi:
In questo panorama, l’asse dedicato alla piattaforma logistica assorbe da solo il 25% delle risorse complessive, confermando la centralità del sistema porto-ferrovia-autostrada nella strategia di sviluppo del territorio voluta dal centrosinistra in alternativa alla realizzazione del progetto del ponte sullo Stretto.
«Tra i passaggi politicamente più rilevanti del Masterplan emerge un riferimento chiaro all’esigenza di riprogrammare parte delle risorse bloccate per il progetto del ponte sullo Stretto e sottratta a Sicilia e Calabria nell’ambito dei Fondi Sviluppo e Coesione», ha sottolineato la candidata sindaca Antonella Russo.
«Era un nostro obiettivo svincolare gli investimenti per Messina dall’incertezza infrastrutturale legata al collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Quella che ha paralizzato l’amministrazione uscente del dimissionario Basile a proposito dell’adozione di un nuovo PUG, il Piano Urbanistico Generale che per la città dello Stretto è ancora fermo al 2002. Di fatto, non è davvero stato fatto nulla nel merito della visione di una Messina del futuro», ha aggiunto Antonella Russo.
A intervenire nel corso della conferenza anche gli assessori designati Daniela Rupo, Giuseppe Ingrao e Gianfranco Moraci. «La fattibilità di stanziare questi fondi in cinque anni è davvero concreta. E ritengo che lo sviluppo di Messina non possa che passare dalla visione di una città che abbraccia il proprio mare. E che in questo investe per evitare che il processo di spopolamento in atto possa proseguire e minare le radici del contesto futuro», ha sottolineato proprio la Rupo, assessora designata al Bilancio e allo Sviluppo nella squadra di governo del centrosinistra.