De Luca all’Ars, “Le coalizioni ci cercano, cene con emissari romani a Messina”. E apre a Vannacci… “se si converte”
«Questa competizione elettorale ha dimostrato ancora una volta che siamo il baricentro. Schifani è stanco e logorato, mollato anche dal suo cerchio magico. Da qui parte l’avviso di sfratto al presidente della Regione». Lo ha detto il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, nel corso di una conferenza stampa all’Ars, commentando gli esiti delle Comunali, con la riconferma della sindacatura a Messina. «Renato Schifani sa che il problema non è Catena De Luca - aggiunge - ma le faide interne al centrodestra e questo non gli consente più di andare avanti in Parlamento dove non è passata una sola riforma in quattro anni».
"Alle amministrative ScN ha ottenuto il 20% nei 71 Comuni al voto"
«Alle amministrative abbiamo dimostrato che Sud chiama Nord è baricentrico per chi vuole vincere, ma questo evidenzia anche che è il primo partito in termini di popolazione amministrata e quindi di comuni importanti che sono stati conquistati». «Abbiamo conquistato - ha aggiunto - circa il 20% del consenso sui 71 Comuni che sono andati al voto per circa 900 mila abitanti, quindi oltre il 20% della popolazione. Questo significa che ci troviamo di fronte ad un risultato concreto che esce dalle urne».
"ScN non va con nessuno, sono le coalizioni che ci cercano"
«Sud chiama Nord non andrà con nessuno, ma saranno ora le coalizioni che dovranno spostarsi sulle nostre posizioni. Quindi, tutti mi cercano e tutti mi vogliono sì, ma non è una nuova edizione del 'Barbiere di Sivigla' in versione 4.0». Lo ha detto il leader di Sud chiama Nord, deputato regionale e sindaco di Taormina Cateno De Luca, in conferenza stampa all’Ars per fare il punto sui risultati ottenuti alle elezioni amministrative in Sicilia. «In realtà ci sono già gli emissari romani che sono arrivati a Messina a mangiare un po' di pesce in questi giorni e - ha aggiunto - ci sono cene romane organizzate per la prossima settimana. Mi incontrerò con tutti, perché ho posto già delle condizioni ben precise".
"In Sicilia elezioni subito. Mi ricandido".
"Se in questo momento mi convince qualcuno? No, non mi convince nessuno, perché il tema che viene sempre posto e chi farà il candidato alla presidenza della regione, io invece pongo un tema diverso: andare a votare subito». «Se sono ancora interessato a ricandidarmi alla presidenza della Regione? Certamente sì - ha proseguito Cateno De Luca - ne ho tutto il diritto, visto sono arrivato secondo la volta scorsa e oggi ho una competenza certificata dalla mia storia politica e amministrativa. Ad oggi le alleanze di Sud chiama Nord sono state più con il centrosinistra, in modo organico, che con il centrodestra. Ismaele La Vardera è il mio figlioccio, ma - ha osservato il leader di ScN - io posso fare il numero due a chi ha un curriculum migliore del mio e lui ancora deve cominciare ad amministrare un po' di condomini e poi, strada facendo, potrà acquisire quella esperienza e maturità. Io ho un curriculum di tutto rispetto - ha concluso Cateno De Luca - quattro legislature, cinque palazzi amministrati e risultati eccellenti nei posti dove ho amministrato, con una conoscenza accertata della macchina amministrativa regionale».
"Per Meloni la Sicilia è diventata una palla al piede"
«Schifani ieri è stato reo confesso, anche perché il suo cerchio magico non lo aiuta. Come i treni in Sicilia, che sono a rilento, così lui ha dovuto confessare che è l'esempio di un pachiderma. Ci rendiamo conto che, purtroppo, dalla sua autorevolezza di uomo di Stato non ha idea di come funziona la macchina amministrativa?». «Quindi Schifani - ha aggiunto De Luca - giustamente dice no, io già so le trattative che ci sono, so anche quale sarà il premio di consolazione. Ormai, si tratta di attendere il mese di giugno per chiudere la quadra e ovviamente staccare la spina. O la staccano o si dimetterà. Una cosa poi è certa: bisogna votare in Sicilia almeno tre mesi prima della data delle elezioni nazionali». «Per Giorgia Meloni - ha osservato il leader di ScN - la Sicilia è diventata una palla al piede e lei ha l’interesse a chiudere al più presto questo logoramento. Ha bisogno che il centrodestra venga destrutturato e rinnovato, soprattutto in Sicilia. Quindi, la sua necessità è che ciò avvenga in una fase distinta e distante dalla competizione nazionale, perché ovviamente questo potrebbe creare fibrillazioni incompatibili con quest’ultima. Serve alla Meloni - ha concluso Cateno De Luca - ma anche al centro sinistra. Oggi la tensione romana su questo tema è cambiata».
"No a preclusioni per Vannacci, se si converte ad una visione sturziana"
«Nessuna preclusione nei confronti di Vannacci. E’ una forza politica e se c'è una visione centralista e compatibile con la mia, se si converte con una visione sturziana, ben venga. La Sicilia aldilà dei partiti è questo. Se ci troviamo sul modello, per me va bene. La qualità dei servizi non ha colore politico».