Un drone due giorni fa era pronto a portare droga e telefonini ai detenuti del carcere di Gazzi. A denunciare l’episodio è il sindacato Si.N.A.P.Pe.
Un drone due giorni fa era pronto a portare droga e telefonini ai detenuti del carcere di Gazzi. A denunciare l'episodio è il sindacato Si.N.A.P.Pe che plaude all'operato degli agenti di polizia penitenziaria che hanno intercettato e sequestrato lo strumento
Il drone stato notato mentre sorvolava l'area adiacente alle finestre delle celle del Reparto Cellulare. L'operazione, conclusasi con il sequestro del drone e del materiale illecito trasportato, conferma ancora una volta l'elevato livello di attenzione e professionalità del personale di polizia penitenziaria in servizio presso la struttura messinese.
A darne notizia è il Si.N.A.P.Pe. (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) di Messina, che esprime il proprio plauso a tutti gli operatori coinvolti nell'intervento.
Il segretario provinciale Si.N.A.P.Pe., Giovanni Storniolo, sottolinea come "l'ennesimo episodio sventato dimostri la straordinaria capacità operativa del personale, che quotidianamente garantisce sicurezza e legalità all'interno dell'istituto nonostante una cronica carenza di organico e condizioni di lavoro sempre più gravose".
Negli ultimi anni, infatti, il fenomeno dell'introduzione illecita di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti mediante l'utilizzo di droni ha assunto proporzioni sempre più preoccupanti negli istituti penitenziari italiani, rendendo indispensabile un costante innalzamento dei livelli di vigilanza e controllo.
Il vice segretario regionale Si.N.A.P.Pe., Giovanni Spanò, evidenzia come episodi di tale rilevanza, unitamente alla cronica carenza di personale, confermino la necessità di investire concretamente nel Corpo di Polizia Penitenziaria. In occasione della contrattazione locale relativa al Protocollo Interno Locale (PIL), il sindacato ha infatti chiesto una profonda revisione dell'organizzazione del lavoro, ribadendo la volontà di non derogare al sistema dei cosiddetti "quattro quadranti" e sollecitando una congrua integrazione del personale.
Tale misura consentirebbe di garantire turni di servizio della durata di sei ore, in linea con le esigenze operative e con la tutela della salute del personale, evitando il frequente ricorso a turnazioni di otto ore e ai doppi turni che, ancora oggi, a causa della persistente carenza di organico, caratterizzano la realtà lavorativa di molti operatori.
Il Si.N.A.P.Pe. ritiene che il risultato conseguito rappresenti non solo un importante successo sul piano della sicurezza penitenziaria, ma anche la dimostrazione concreta dell'impegno, dello spirito di sacrificio e dell'alto senso dello Stato che quotidianamente contraddistinguono gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria.
Per tali ragioni, l'organizzazione sindacale auspica che la direzione dell'istituto voglia riconoscere formalmente l'eccellente operato del personale impiegato nell'attività, valorizzando il lavoro svolto e l'elevato livello di professionalità dimostrato nell'occasione, quale testimonianza concreta dell'impegno quotidianamente profuso a tutela della sicurezza.