Inchiesta corruzione Ponte Messina, caccia ai “mandanti” delle pressioni sulla Corte dei Conti. Si cercano comunicazioni con soggetti di “Webuild/Eurolink e Società Stretto di Messina”
Di Vincenzo Bisbiglia e Lucio Musolino - Potrebbero esserci uno o più “mandanti” dietro le pressioni esercitate sui giudici della Corte dei conti per modificare il parere negativo sul progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Il sospetto della Procura di Roma emerge dalle pieghe del decreto di perquisizione e sequestro eseguito martedì nei confronti di tre indagati per corruzione e rivelazione di segreto. Si tratta dell’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno – uomo di Matteo Salvini in Calabria e consigliere della Stretto di Messina Spa – dell’imprenditore edile Vincenzo Virgiglio e dell’ex presidente aggiunto della Corte dei conti (in pensione da febbraio 2026) Tommaso Miele. Per i pm, Saccomanno, con l’intermediazione di Virgiglio, è riuscito ad avvicinare Miele, il quale si sarebbe messo a disposizione per procurare documenti riservati e agire sui colleghi in cambio della promessa di mediazione per incarichi post quiescenza. I pm Fabrizio Tucci e Francesco Gualtieri, coordinati dall’aggiunto Giuseppe De Falco, hanno così chiesto ai carabinieri di cercare “promesse di utilità da parte di Virgilio o Saccomanno o da parte di terzi di cui (…) si facevano portavoce”. Gli investigatori hanno anche il mandato di verificare, nei device dei tre, l’esistenza di comunicazioni “tra gli indagati e soggetti della Società Stretto di Messina” e di “Webuild/Eurolink”, ovvero la società in house dello Stato e quella privata che dovrà realizzare l’opera.
È un passaggio chiave che, se verificato, potrebbe portare a un salto di qualità dell’inchiesta. Saccomanno è una figura centrale, che ha rapporti diretti con i piani alti. Come l’amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci (estraneo all’inchiesta), al quale, secondo i pm, Saccomanno veicola informazioni e documenti di cui entra in possesso Virgiglio grazie a Miele. Lo fa il 2 ottobre, quando il consigliere chiede e ottiene in extremis di essere ricevuto dall’Ad nel suo ufficio. “Ho già avvisato Ciucci”, dice Saccomanno, intercettato, dopo aver “tentato invano di informare qualcuno al ministero”, scrivono i pm.
Poi ci sono i rapporti politici. Saccomanno è vicinissimo a Salvini (anche lui estraneo all’inchiesta). Lo scrive la stessa Lega Calabria, in una email del 17 luglio 2024 di cui il Fatto è in possesso e dove si legge che l’avvocato “lavora a stretto contatto con il ministro Salvini” e “agisce come consulente esperto del ministro per seguire lo sviluppo di tutti i lavori delle infrastrutture in Calabria”. “Il Ponte sullo Stretto – si legge – è un progetto chiave e Saccomanno è al centro di questa collaborazione”. A firmare l’email è Franco Gemoli, indicato come responsabile della comunicazione della Lega Calabria. Lo stesso Gemoli che, non indagato, compare nelle intercettazioni quando, il 2 ottobre, Saccomanno gli confida: “Te lo dico a te… tu e Ciucci lo sapete”.
Dagli atti emerge anche altro. Come “il tentativo di arruolamento (…) di altri magistrati” oltre a Miele da parte della coppia Saccomanno-Virgiglio. Almeno due, le cui posizioni sono al vaglio della Procura. È citato un episodio di ottobre 2025 in cui l’imprenditore, rivolgendosi a un pm in aspettativa, gli chiede di recarsi a un evento dell’Accademia di Calabria: “Così facciamo una chiacchierata, ti presento altri personaggi (…) vengono tre Ad (…) ferrovie, ferrovie, autostrade, hai capito?”, dice il facilitatore.
Poi c’è la figura di Tommaso Miele, a caccia di incarichi post pensione. Il più noto, poi sfumato, è quello di presidente dell’Antitrust. Lui stesso, intercettato ad aprile 2026, dice a Saccomanno: “(dopo la pensione, ndr) avrò avuto una decina di incarichi ma grossi… uno più grosso dell’altro”. I principali? L’8 ottobre 2025 l’ex presidente della Figc, Gabriele Gravina lo nomina a capo della commissione delle Licenze Uefa di primo grado, che giudica se una squadra ha i requisiti per partecipare alle Coppe europee. Non solo. Il 17 aprile 2026 la Regione Abruzzo lo indica consigliere giuridico per la cabina di coordinamento presieduta dal governatore Marco Marsilio. “I miei amici del governo a cominciare da Salvini si sarebbero aspettati una presa di distanza”, diceva Miele il 31 ottobre 2025 a Virgiglio, imbarazzato per la bocciatura della delibera Cipess del governo a opera della Corte dei conti. Fonte: Il Fatto Quotidiano