Pedaggi truccati sulla Messina-Palermo, sospesi cinque dipendenti del Cas e un tecnico esterno. Così 5 dipendenti sottravano soldi al Caso
Il metodo era collaudato e ripetuto nel tempo. Il casellante ritirava il contante dall’automobilista - ad esempio 10 euro - ma invece di inserire il biglietto reale nel “ricevitore di pista”, la macchina che registra gli incassi, utilizzava un biglietto contraffatto da pochi centesimi (0,90 euro), intascando la differenza di 9,10 euro. Il biglietto originale veniva poi smagnetizzato con una spillatrice e gettato nel cestino. In alcuni casi gli indagati avrebbero persino disattivato le corsie automatiche per dirottare il traffico verso il proprio sportello.
Sono i dettagli che emergono dalla nota della Procura di Termini Imerese sull'indagine condotta dalla Polstrada di Buonfornello che ha portato all'esecuzione di sei misure cautelari nei confronti di cinque impiegati del Cas, Consorzio autostrade siciliane, e di un dipendente di una società privata che, sulla base di specifico contratto di appalto con il Cas, svolge per conto di quest'ultimo ente il servizio di manutenzione della rete informatica. Tutti sono accusati di peculato.
Gli agenti tecnici esattori in servizio a Buonfornello e Cefalù sono stati sospesi dal servizio per sei mesi. A ciascuno vengono contestati rispettivamente 13, 18, 24, 103 e 108 episodi di peculato. Nel giro di circa tre mesi, tra novembre 2025 e gennaio 2026, ogni indagato avrebbe sottratto somme comprese tra 99 e 803 euro. Il dipendente della società privata che gestisce la manutenzione informatica degli impianti è invece ritenuto coinvolto in 33 episodi insieme a due dei casellanti.
A fare scattare le indagini è stato lo stesso Cas, che aveva segnalato anomalie sistematiche negli incassi di alcuni caselli dell’A20, con una sproporzione evidente tra i transiti registrati e le somme effettivamente versate. La polizia stradale di Buonfornello ha poi documentato tutto tramite intercettazioni ambientali e videoriprese all’interno e all’esterno dei gabbiotti.
Il gip del tribunale di Termini Imerese, Irina Cirincione, firmataria delle ordinanze, sottolinea che “dalla ricostruzione dei fatti operata dagli inquirenti emerge chiaramente come le singole condotte descritte rappresentino solo un piccolo segmento di un consolidato modus operandi degli esattori del Cas, odierni indagati, in ragione della disinvoltura dell'agito, la cui perpetuazione in un lungo corso di tempo ha, di certo, consentito l'appropriazione di una notevole somma di denaro”.
Tutti gli indagati, sentiti in sede di interrogatorio preventivo, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Le indagini preliminari sono ancora in corso. La Procura ha inoltre invitato i cittadini a segnalare situazioni analoghe, per favorire l’emersione di eventuali altri episodi simili.