20 Giugno 2026 Giudiziaria

Droga tra Messina e Torregrotta. Quattro condanne definitive

Quattro condanne diventano definitive. Altre quattro solo parzialmente, perché c’è qualche aspetto da rivedere. Ecco la decisione dei giudici della quarta sezione penale della Cassazione sulla tranche più importante dell’operazione antidroga denominata “Principale”, che fu il risultato di un’indagine condotta dai militari della Compagnia di Milazzo da cui emerse l’operatività di un sodalizio, dedito allo smercio, a Torregrotta, di cocaina, crack, hashish e marijuana. I carabinieri scoprirono che la droga era venduta ad acquirenti della zona o provenienti da Milazzo e altri comuni del mamertino, da Messina e Barcellona Pozzo di Gotto. Già in appello era caduto il reato associativo dopo le undici pesanti condanne del primo grado, che erano state quindi ridimensionate.

La decisione dei giudici romani. Per Giuseppe Di Blasi annullamento e nuovo processo solo per la qualificazione giuridica del fatto; per Filippo Iannelli annullamento e nuovo processo solo per trattamento sanzionatorio ed eventuale concessione delle attenuanti generiche; per Concetta Maestrale e Antonino Papale annullamento e nuovo processo solo il trattamento sanzionatorio e la decisione sulla questione della recidiva. Per tutti gli altri aspetti i giudici hanno dichiarato inammissibili i loro ricorsi. Quattro condanne diventano invece definitive sotto un duplice profilo. I giudici romani hanno infatti rigettato i ricorsi presentati dai legali di Roberto Papale e Damiano Rizzo, mentre hanno dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai legali di Salvatore Minutoli e Francesco Spadaro.

Al processo d’appello, nel settembre dello scorso anno, si registrarono queste condanne, ridotte rispetto al primo grado: Giuseppe Di Blasi (conferma a 3 anni e 2 mesi;); Filippo Iannelli (6 anni e 15mila euro); Concetta Maestrale (un anno e 2mila euro); Salvatore Minutoli (3 anni e 4 mesi, più 12mila euro); Antonino Papale, definito nelle conversazioni “U principali” (10 anni e 24mila euro); Roberto Papale (conferma a 4 anni e 6 mesi); Francesco Spadaro (6 anni e 12mila euro); Damiano Rizzo (2 anni e 8mila euro).

Le indagini di questa operazione antidroga tra la città e la provincia vennero avviate dai carabinieri a seguito di segnalazioni di alcuni cittadini. Emerse così che gli imputati avevano posto in essere un’intensa attività di spaccio, attraverso la suddivisione in ruoli. Sono considerati capi promotori del gruppo, a Messina, due persone, i fratelli Maurizio e Antonino Papale che, tramite una fitta rete di corrieri e staffette, rifornivano di droga il gruppo a Torregrotta, per lo spaccio al dettaglio.

Impegnati nella lunga vicenda processuale gli avvocati Tancredi Traclò, Salvatore Silvestro, Gianmarco Silvestro, Alessandro Trovato, Rita Pandolfino, Alessandro Faramo e Antonello Scordo.