Foto – L’Agorà dello Stretto, il mare restituito a Messina: “Perdetevi in questo incantesimo”
Di Alessia Di Fiore - C'è un profumo che oggi ha accolto i messinesi ancora prima delle parole delle autorità: quello dell'erba appena tagliata. Un odore semplice, quasi domestico, che racconta meglio di qualsiasi discorso la trasformazione dell'ex Fiera in un luogo finalmente restituito alla città.
Dopo un lungo periodo di lavori, questo pomeriggio è stata inaugurata l'Agorà dello Stretto, il nuovo parco urbano affacciato sul mare che cambia il volto di una delle aree più simboliche di Messina. Un progetto dal valore di quattro milioni di euro, ideato e finanziato dall'Autorità di Sistema Portuale dello Stretto e affidato, per la gestione, al Comune di Messina.
Oltre 32.700 metri quadrati completamente riqualificati, dei quali il 60% destinato al verde. Più di 7.000 nuove essenze tra alberi, arbusti e specie tipiche della macchia mediterranea danno vita a quello che non è soltanto un parco, ma un nuovo polmone urbano. Il progetto, firmato dall'architetto Giovanni Lazzari e coordinato dal Rup Alessia Scimone, è stato realizzato dal Consorzio Valori insieme all'impresa Sicilville seguendo una filosofia precisa: uno spazio senza recinzioni, senza cancelli e senza barriere. L'Agorà sarà infatti accessibile ventiquattr'ore su ventiquattro, con un sistema di irrigazione alimentato da risorse idriche autonome non potabili, nel segno della sostenibilità.
Passeggiando tra i viali, il colpo d'occhio è quello di un luogo pensato per essere vissuto in ogni momento della giornata. Impianti sportivi, aree fitness all'aperto, spazi dedicati ai bambini, zone protette dove i cani possono correre liberamente e una spiaggetta raggiungibile attraverso una scenografica scalinata che conduce direttamente al mare restituiscono ai cittadini un rapporto con lo Stretto che per anni era sembrato perduto.
L'inaugurazione si è trasformata in una vera festa collettiva. Performance artistiche, musica dal vivo, le note degli studenti del Conservatorio "Arcangelo Corelli", attività sportive coordinate dal CONI, trampolieri, musicisti itineranti, spettacoli di bolle di sapone, animazione e truccabimbi hanno riempito il parco di colori e sorrisi. Sul nuovo campo da basket è stata disputata la prima partita ufficiale, mentre molti hanno scelto semplicemente di sedersi sul prato o raggiungere la spiaggetta per osservare il mare da una prospettiva completamente nuova.
A rendere ancora più calorosa l'accoglienza ci hanno pensato anche granite e brioche offerte dallo storico Bar Astoria, trasformando il pomeriggio in una festa popolare capace di coinvolgere persone di ogni età.
Alla cerimonia erano presenti numerose autorità cittadine. Il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, Francesco Rizzo, il sindaco metropolitano Federico Basile, la rettrice Giovanna Spatari, oltre a rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose.
Prima degli interventi ufficiali, però, il tempo si è fermato. Tutti i presenti hanno osservato un minuto di silenzio in memoria di Giulia Scimone, la quindicenne tragicamente scomparsa nell'incidente stradale avvenuto nei giorni scorsi in via Circuito. Un momento intenso che ha preceduto una giornata dedicata alla rinascita della città.
Nel suo intervento, Francesco Rizzo ha scelto la letteratura per raccontare un'opera che sembrava destinata a non arrivare mai al traguardo. Ha citato Aspettando Godot, il celebre dramma di Samuel Beckett, ricordando come per lungo tempo il completamento del progetto fosse apparso quasi un'attesa infinita. «E invece eccoci qui», ha detto, indicando il parco finalmente aperto ai cittadini.
Rizzo ha poi definito l'Agorà dello Stretto «il miglio blu più bello d'Italia», rivolgendo un appello alla comunità messinese affinché custodisca questo patrimonio con lo stesso entusiasmo dimostrato nel giorno dell'inaugurazione. «Noi abbiamo avuto fiducia nei cittadini e oggi vediamo che i cittadini hanno risposto con fiducia. Adesso tocca a tutti noi prendercene cura».
Non è mancato un richiamo alla storia della città. Durante gli interventi è stato ricordato il ruolo che la Fiera ha avuto nello sviluppo economico di Messina, dalle sue origini sotto Federico II fino al trasferimento voluto da Federico d'Aragona. Si è ricordata anche l'importanza dell'antica Fiera di Agosto, legata alla produzione del prezioso baco da seta, testimonianza di un passato commerciale che ha segnato profondamente l'identità dello Stretto.
Durante il suo intervento, Rizzo ha scelto i versi finali della poesia Itaca di Costantino Kavafis:
«E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso,
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.»
Parole che hanno assunto un significato particolare in un luogo che oggi rappresenta il punto di arrivo di un lungo viaggio e, allo stesso tempo, l'inizio di una nuova storia.
Prima di lasciare il palco, l'ultimo invito rivolto ai cittadini è stato tanto semplice quanto evocativo: «Perdetevi in questo incantesimo».
Un invito facile da raccogliere. Basta percorrere pochi passi tra il verde, ascoltare il rumore delle onde, osservare i colori dello Stretto e respirare il profumo dell'erba appena tagliata per capire che Messina ha ritrovato uno dei suoi luoghi più belli.