L’OTTENIMENTO DELL’INVALIDITA’ CIVILE IN CAMBIO DI DENARO (E DI UN MAGLIONE…): IL CASO GIUDIZIARIO E POLITICO DEL NEO CONSIGLIERE COMUNALE FRANCESCO ASCIUTTO. SONO 8 GLI INDAGATI, RIFLETTORI SUI MEDICI CHE FIRMAVANO I CERTIFICATI
di Enrico Di Giacomo - Non è più soltanto un’inchiesta giudiziaria. A Messina il caso dell’Asp è diventato anche un caso politico. Tra gli indagati c’è infatti Francesco Asciutto, medico, responsabile del servizio Adi dell’Azienda sanitaria provinciale ed eletto da poche settimane consigliere comunale di maggioranza nelle liste a sostegno del sindaco Federico Basile.
Le accuse contestate dalla Procura di Messina sono pesanti: corruzione, falso e truffa, nell’ambito di un’indagine che coinvolge complessivamente otto persone. Fino ad oggi. Ma le premesse dell'inchiesta lasciano intravedere possibili ulteriori sviluppi investigativi nelle prossime settimane.
Un’inchiesta ancora nella fase preliminare, nella quale la Guardia di Finanza ha già eseguito sequestri di dispositivi informatici e acquisizioni documentali. Tra il materiale sottoposto a sequestro figurerebbero computer, telefoni cellulari e altri supporti in uso agli indagati. Il medico è stato ascoltato dagli investigatori.
Tra gli indagati figura anche Domenico Calogero, dipendente amministrativo dell’Asp. Secondo la Procura, in diverse occasioni, Asciutto, "con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso', avrebbe agito in concorso con lui e con la partecipazione attiva di tre donne (le beneficiarie) e di qualche privato intermediario all’interno di un presunto sistema finalizzato alla produzione di certificazioni mediche false.
Documenti che, secondo l’accusa, sarebbero stati presentati all’Inps inducendo in errore la commissione medica sulle reali condizioni di salute della donna, consentendo il riconoscimento di un’invalidità al 100% e dei relativi benefici.
L’ipotesi più grave è quella corruttiva: somme di denaro non quantificate e altre utilità, tra cui un maglione del valore di 140 euro, sarebbero state il prezzo per il rilascio di atti contrari ai doveri d’ufficio.
Resta da chiarire la posizione dei 9 medici che avrebbero firmato le certificazioni contestate, provenienti da strutture pubbliche e private.
Ma il punto, oggi, è anche un altro: il silenzio della politica. Né la maggioranza né le opposizioni hanno finora ritenuto di intervenire su un caso che coinvolge un consigliere comunale in carica e che apre inevitabilmente una questione di opportunità istituzionale. Sabato i consiglieri comunali appena eletti leggeranno la formula prevista nel loro primo consiglio in un clima tutt'altro che sereno: “Giuro di osservare lealmente la Costituzione italiana e le leggi dello Stato, di adempiere le mie funzioni con scrupolo e coscienza nell’interesse dell’Amministrazione e per il bene della collettività.”
Le accuse sono tutte da verificare. Ma la domanda politica è già sul tavolo.