Clima incandescente al Comune. I dipendenti verso lo sciopero
L’ultimo sciopero dei dipendenti comunali che non fosse legato ad una manifestazione nazionale, ricordano alcuni dei “veterani” di palazzo Zanca, risale a decenni fa. Il fatto che oggi un prossimo sciopero appaia tutt’altro che un’eventualità da escludere, dunque, rende bene l’idea di quanto siano tesi i rapporti sindacali al Comune di Messina. Una miccia che il sindaco Federico Basile ha anche tentato di disinnescare, evidentemente, però, senza successo fino a questo momento, per di più con una frattura “indiretta” tra i due super burocrati più importanti del suo primo mandato da sindaco, la segretaria generale Rossana Carrubba, oggi principale avversario delle organizzazioni sindacali, e l’ex direttore generale Salvo Puccio, che con gli stessi sindacati aveva raggiunto un’intesa poi sconfessata proprio dalla Carrubba.
Il nocciolo della questione è sempre quello delle progressioni economiche orizzontali, di fatto avanzamenti di carriera dei dipendenti comunali, per i quali era stato stanziato un fondo che inizialmente avrebbe dovuto coprire questo riconoscimento per tutti gli aventi diritto e che, invece, in un secondo momento ha visto drasticamente ridursi questo bacino. I motivi di questa decisione sono alla base sia dell’assemblea del personale indetta per stamattina a palazzo Zanca dai rappresentanti di Fp Cgil, Uil Fp, Csa e Silpol, sia dei ricorsi per condotta sindacale presentati da Csa, con l’aggiunta della Cisl Fp – ieri la prima udienza – e da Fp Cgil (con udienza fissata per metà agosto).
Motivi che la segretaria generale Rossana Carrubba – che oggi svolge anche le funzioni di di direttore generale e che proprio in questa veste ha firmato, il giorno prima dell’insediamento del sindaco, l’atto contestato dai sindacati – ha motivato con una lunga nota, alla quale proprio i rappresentanti di Cgil, Uil, Csa e Silpol hanno voluto replicare punto per punto, con un documento inviato alla prefettura e che, insieme agli allegati, raggiunge le ottanta pagine. I sindacati, nella nuova nota al prefetto, contestano le «affermazioni della dott.ssa Carrubba afferenti la regolarità dei documenti», ad esempio sull’invio degli stessi ai revisori dei conti e sulla loro regolarità. Un corposo dossier che, affermano i segretari delle quattro organizzazioni sindacali, «vale a dimostrare come siano stati travisati i fatti per ottenere, come scopo, la non applicazione di procedure legittime e correttamente attuate, pubblicate persino nel sito “Amministrazione trasparente” dell’Ente, il cui responsabile del servizio è proprio la Carrubba». Un clima che, evidentemente, si fa sempre più incandescente.