21 Luglio 2026 Politica e Sindacato

Il 31 luglio lo sciopero dei comunali. E si accende anche lo scontro politico

Adesso è ufficiale: venerdì 31 luglio si svolgerà lo sciopero di tutti i dipendenti comunali. Era stato preannunciato e ieri pomeriggio è stato formalmente proclamato, per la prima volta dopo decenni (chi ha più memoria storica, dentro palazzo Zanca, sostiene che l’ultimo fu alla fine degli anni Ottanta). «Lo sciopero – scrivono i rappresentanti di Fp Cgil, Uil Fp, Csa e Silpol – si svolgerà nel rispetto delle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali e delle prestazioni indispensabili».

Le motivazioni sono ormai note e vengono sintetizzate in quattro punti. Il primo e il principale deriva dalla «modifica unilaterale del contratto decentrato 2024, da parte del segretario-direttore generale dell’Ente Rossana Carrubba». È la vicenda delle progressioni economiche orizzontali, sulle quali era stato trovato un accordo quando direttore generale era Salvo Puccio, salvo poi registrare il dietrofront della Carruba quando è stata la segretaria generale a rivestire anche il ruolo di direttore. E se nel primo caso le progressioni avrebbero coinvolto praticamente tutti i dipendenti aventi diritto, nel secondo la platea si è ridotta sensibilmente. Si tratta dei cosiddetti “differenziali stipendiali” che, in soldoni, si traducono in 500 euro annui per gli operatori, 550 euro per gli operatori esperti, 750 euro per gli istruttori e 1.600 euro per i funzionari. Tutte cifre annue e al lordo. Un corto circuito che è alla base non solo dello sciopero, ma anche di due ricorsi per condotta antisindacale, rispetto ai quali il Comune si difende con l’avvocato Santi Delia.

Secondo motivo dello sciopero, il «ritardo nel pagamento del salario accessorio anno 2025, solo parzialmente saldato a parte del personale dipendente, solo dopo diffide e proclamazione dello stato di agitazione». Terzo punto: «Nessun intervento da parte del signor sindaco per tentare la conciliazione tra le parti, stante la considerazione che non si tratta di un caso “politico”». E infine lo «stato di tensione creatosi tra i dipendenti, che non hanno certezze per il percepimento del loro salario accessorio, anche per il futuro». Lo sciopero durerà 24 ore, ma il personale turnista incrocerà le braccia fino a fine turno anche se supererà la mezzanotte, e «saranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali previsti dagli accordi collettivi nazionali».

Parallelamente allo scontro sindacale, si accende anche quello politico. La settimana scorsa ci eravamo lasciati con la doppia richiesta – del gruppo Marcello Scurria Sindaco e del Partito Democratico – di discutere della vertenza in seconda commissione consiliare, quella che tra le deleghe ha anche il Personale, e in consiglio comunale. Richiesta che, però, è stata di fatto respinta, ieri anche formalmente proprio nella seduta della seconda commissione, presieduta da Mirko Cantello, consigliere di maggioranza, che ha seccamente dichiarato di aver deciso «dopo una valutazione personale». Punto.

«Una decisione arbitraria e un abuso senza precedenti, sarà informato l’assessorato regionale autonomie locali», ha attaccato Scurria. «A questo punto togliamo la delega al Personale a questa commissione», ha rilanciato Antonella Russo (Pd). La proposta di discutere dello sciopero è stata pure messa ai voti ed è stata bocciata in blocco dalla maggioranza targata Sud chiama Nord. «Un precedente pericoloso – ha commentato Libero Gioveni di Fratelli d’Italia –, perché con questo metodo potrebbe essere solo la maggioranza a decidere di quali argomenti discutere». Un caso che allunga la scia di polemiche che ha accompagnato, finora, gli “esordi” del nuovo consiglio comunale.