22 Luglio 2026 Giudiziaria

Csm: il caso della mancata nomina di Sebastiano Ardita arriva all’assemblea all’Anm

"Si è parlato di pressioni, di concezione proprietaria delle istituzioni, di battaglie politiche, si sono adombrati veti nei miei confronti. Circostanze che non ho appreso per la prima volta in quel momento".
"Sarebbe pleonastico e probabilmente inutile chiedere chiarezza e tutela".
"Scaduti i termini della revoca intendo chiedervi di escludermi" da ogni valutazione per il posto vacante. Sarebbero queste le parole - riportate dal Fatto Quotidiano - contenute nella lettera inviata dal procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita al Consiglio Superiore della Magistratura. In una scelta forte e di principio, Ardita avrebbe deciso di ritirare la propria candidatura all’ultimo posto disponibile di procuratore aggiunto presso la Procura nazionale antimafia (Pna). La notizia arriva dopo la votazione ‘farsa’ di mercoledì scorso, nella quale è stata eletta Franca Imbergamo con il risultato di 13 voti a 10. La procedura era già stata segnata da tensioni: a giugno, durante il primo plenum, Ardita appariva vicinissimo alla nomina, ma la pratica era tornata in quinta commissione in un iter tormentato. Alla fine ha prevalso uno schieramento trasversale che ha unito correnti di sinistra e una parte dei laici di area di destra. L’episodio, come è stato riportato sempre dal Fatto, sarà ora al centro della prossima assemblea dell’Anm (dopo la pausa estiva), su impulso tra gli altri del presidente Giuseppe Tango. Durante il plenum del 15 luglio, il consigliere indipendente Andrea Mirenda (astenuto) aveva parlato di "durissima battaglia politica", invitando a interrogarsi sulle "mire che l’hanno ispirata". Parole che avevano provocato la reazione del sostituto procuratore nazionale antimafia e già consigliere togato al Csm Nino Di Matteo, il quale aveva chiesto di indicare con precisione autori e modalità di eventuali "indebite pressioni esterne". Anche il togatoEligio Paolini (di Magistratura Indipendente) aveva posto una domanda tagliente: "Come mai da pratica finalizzata a trovare il candidato migliore per il posto di procuratore aggiunto della Pna è diventata una pratica finalizzata a evitare che il candidato Ardita prevalga?". Il relatore favorevole ad Ardita, il laico di FdI Felice Giuffrè, aveva criticato senza nominarlo il procuratore nazionale Gianni Melillo, sostenendo la necessità di tutelare l’indipendenza "da influenze esterne ma anche da dentro all’ordinamento giudiziario". Ora la lettera di Ardita dovrebbe essere arrivata sul tavolo del Comitato di presidenza del Csm.