29 Luglio 2026 Giudiziaria

Sismabonus, le “scosse” sono solo sulla carta: lavori fantasma a Sant’Agata di Militello, 9 denunciati e sequestro da 2,9 milioni

Maxi sequestro per oltre 2.900.000 euro eseguito dalla Guardia di finanza nell’àmbito dell’inchiesta “Fake Sisma” sull’illecito ottenimento dei bonus edilizi. Sotto la lente le opere di realizzazione, tutt’ora in corso, di due palazzine residenziali tra via Magenta e via Telegrafo, in pieno centro cittadino.

Il decreto di sequestro preventivo delle disponibilità liquide, e per equivalente, dei beni mobili ed immobili è stato disposto dal gip del Tribunale di Patti, Eleonora Vona, a carico di due società, dei rispettivi rappresentanti legali ed altre 7 persone, tutti denunciati a piede libero a vario titolo di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio, falso ideologico commesso da privato in atto pubblico e false asseverazioni. Tra i 9 indagati il rappresentante legale dell’impresa di costruzioni, originario di San Piero Patti; due ingegneri santagatesi, già con funzioni specifiche nell’àmbito del cantiere e chiamati a rispondere quali firmatari delle asseverazioni; il rappresentante legale di una società immobiliare con sede a Roma e 5 privati cittadini, acquirenti di alcuni immobili del complesso residenziale.

La misura patrimoniale scaturisce da una indagine avviata nel 2025 dalla Tenenza di Sant’Agata Militello e coordinata dalla Procura della Repubblica di Patti, guidata dal procuratore facente funzioni Andrea Apollonio.

L’ipotesi accusatoria riguarda la percezione dei crediti d’imposta del cosiddetto “sisma bonus acquisti” attraverso la falsa attestazione della regolare esecuzione di lavori in realtà mai realizzati o comunque solo in parte per le due palazzine in fase di costruzione. In particolare per il corpo B, che risulta edificato parzialmente, i professionisti avrebbero attestato l’integrale ultimazione delle opere strutturali al dicembre 2024 e sottoscritto i certificati di collaudo e altre asseverazioni tecniche previste dalla normativa per il miglioramento sismico. In tal modo è stato ottenuto il riconoscimento dei crediti di imposta interamente ceduti dai proprietari degli appartamenti con la cessione del credito e lo sconto in fattura per circa 2 milioni di euro.

Per quanto riguarda invece il corpo edilizio A, rimasto alla realizzazione delle fondamenta e poco altro, pur con relazioni che descrivono correttamente lo stato di avanzamento lavori, viene contestata la mancanza dei requisiti per la maturazione dei crediti. In questo caso, a differenza dell’altro corpo di fabbrica, risultano indagati anche gli acquirenti ritenuti consapevoli dello stato dell’immobile ma che, avendo sottoscritto gli atti di compravendita, hanno dichiarato il possesso dei requisiti per usufruire dei crediti, per un totale stimato di circa 898.000 euro, sebbene alcuni di loro pare abbiano subito rinunciato espressamente ai crediti stessi, mai trasferiti né usufruiti. Crediti, secondo la ricostruzione delle Fiamme gialle, invece poi monetizzati con la cessione a terzi: il costruttore risponde anche dell’ipotesi di autoriciclaggio.