Palazzo Zanca: Sindacati all’attacco della segretaria
Lo sciopero a Palazzo Zanca è stato sospeso e rinviato a data da destinarsi, dopo la tragedia di Pistunina. Ma i sindacati restano sul piede di guerra e, anzi, rilanciano l’offensiva facendo riferimento a una nota del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali-Direzione centrale per le Autonomie-Albo nazionale dei segretari comunali e provinciali, il quale avrebbe formalmente contestato «la legittimità della convenzione di segreteria rinnovata tra la Città metropolitana e il Comune di Messina, portando alla luce un quadro che desta seria preoccupazione». Secondo le organizzazioni sindacali Uil Fp, Cgil Fp, Csa e Silpol, il Dipartimento avrebbe «rilevato due gravi violazioni di legge contenute nella convenzione approvata con delibera del Consiglio comunale n. 111 del 23 luglio 2026. In primo luogo, l’art. 2 della convenzione designa il Comune di Messina quale ente capo convenzione, in difformità all’art. 2, comma 2, del decreto del Ministero dell’Interno del 21 ottobre 2020, che impone un criterio oggettivo — la classificazione istituzionale più elevata tra gli enti convenzionati — e che nella fattispecie individuerebbe, come nella convenzione del 2022, la Città metropolitana. In secondo luogo, l’art. 6, comma 2, della stessa convenzione consente il recesso mediante semplice atto formale del sindaco, in violazione dell’art. 42, lettera c), del Testo unico enti locali e dell’art. 10 del Dpr 465/97, che riservano questa competenza in via esclusiva al Consiglio comunale».
Atti burocratici, dietro i quali si pone, secondo i sindacati, una questione di legalità e di trasparenza amministrativa. «Ciò che più colpisce è la postura della dottoressa Rossana Carrubba – affermano i responsabili delle sigle sindacali –. La segretaria generale, che per legge è la garante della conformità dell’azione amministrativa alle leggi, è la stessa destinataria di un atto che il Dipartimento ha immediatamente dichiarato illegittimo in due punti capitali. Lo stesso Ente che ha beneficiato della convenzione illegittima — la cui validità è necessaria per consentire alla dottoressa Carrubba di mantenere il proprio incarico anche al Comune di Messina — è lo stesso Ente in seno al quale ella svolge altresì le funzioni di direttrice generale, cumulo reso possibile dall’inadempimento del Comune nell’adozione del Piao e nell’approvazione del rendiconto di gestione, come ha ammesso il sindaco Basile davanti al Consiglio. Chi tutela davvero la legalità in questo Ente? La dott.ssa Carrubba, che la norma e il suo stesso ruolo istituzionale incaricano di vigilare sulla regolarità degli atti, ha di fatto validato una convenzione giudicata non conforme alla legge. È destinataria di un atto che le attribuisce il ruolo di segretaria dell’Ente “capo convenzione” contro la regola imperativa del decreto ministeriale. Ha accettato di esercitare le funzioni di direttrice generale di un Comune che non ha ancora approvato il proprio rendiconto e che non ha adottato il Piano integrato di attività e organizzazione. E, secondo quanto evidenziato dal Dipartimento, dal 28 luglio 2026 esercita le funzioni di segretaria del Comune di Messina in assenza di titolo convenzionale valido, dovendo essere formalizzato un incarico a scavalco che non risulta ancora adottato. Non basta professare la legalità: occorre praticarla».
Da qui le richieste delle organizzazioni sindacali: 1) «L’immediato adeguamento della convenzione ai rilievi prefettizi, con conseguente riassegnazione del ruolo di ente capofila alla Città metropolitana e soppressione della clausola di recesso unilaterale sindacale». 2) «La formalizzazione regolare del titolo per l’esercizio delle funzioni segretariali al Comune di Messina, nel rispetto delle indicazioni del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali». 3) «La separazione delle funzioni di segretario generale e direttore generale, attraverso la nomina di un direttore generale esterno non appena il Comune avrà adempiuto ai propri obblighi di programmazione e rendicontazione, ponendo fine a una concentrazione di poteri incompatibile con i principi di buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa». 4) «L’apertura di un confronto serio e costruttivo con tutte le organizzazioni sindacali per risolvere i problemi che hanno generato lo sciopero del 31 luglio, a partire da un ripristino delle regole e delle relazioni industriali». I sindacati, in conclusio, si dicono pronti «ad attivare ogni strumento di tutela a disposizione, ivi compreso il ricorso agli organi di controllo e alla magistratura contabile, laddove l’Amministrazione non provveda a rimediare tempestivamente alle illegittimità denunciate».