7 Agosto 2026 Politica e Sindacato

Il Consiglio Lavori pubblici dà l’ok al Ponte: Matteo freme

Matteo Salvini sente aria di voto e vuole presentarsi sui palchi del Sud Italia come l’uomo del Ponte sullo Stretto. Per questo negli ultimi mesi, dopo lo smarrimento seguito allo schiaffo della Corte dei conti dello scorso autunno, s’è rimesso a correre per riportare il progetto al Cipess – il comitato interministeriale per le grandi opere – a settembre. Negli ultimi giorni ha ottenuto, almeno formalmente, due passi avanti: nell’ultimo Cdm l’approvazione di una nuova delibera Iropi (Imperative Reasons of Overriding Pubblic Interest) per scavalcare le normative ambientali e ieri il parere positivo del Consiglio superiori dei lavori pubblici, che s’era scordato di allegare alla pratica un anno fa: “Con voto unanime – dice l’apposita velina – ha dato il via libera alla successiva fase della progettazione esecutiva”. È quella in cui si capirà (forse) come farlo quel benedetto ponte, ma solo dopo aver firmato i contratti. La decisione era scontata, specie per un organo del ministero di Salvini pieno di sostenitori dell’opera e tanto più che il via libera è arrivato non sul progetto del 2011, ma sulla relazione del progettista che aggiorna quell’antico manufatto. A quanto pare, però, il Consiglio ha espresso diverse “osservazioni”, così le chiama l’ad della società Ponte sullo Stretto Spa, Pietro Ciucci, sulle quali promette “pronta risposta tecnica” in modo che il ministero non perda slancio nel tentativo di portare l’opera al Cipess dopo l’estate e poi costruirla, se non nella realtà, almeno sui manifesti della Lega per le Politiche del 2027.