14 Agosto 2026 Politica e Sindacato

Stretto Spa, stipendi in volo. Fino al 2028 l’ad Ciucci cumulerà il suo con la pensione

Di Ilaria Proietti - Comunque vada sarà un successo. Il Ponte sullo Stretto resta una gallina dalle uova d’oro, a compulsare i report periodici su stipendi, premi e consulenze. L’ultima? Vale 12mila euro per pagare il parere legale commissionato dalla società all’avvocato Andrea Zoppini su quella che è considerata una vera emergenza da allarme rosso: il rischio che si possano chiudere i rubinetti all’ad Pietro Ciucci. Sarà per questo che l’incarico affidato al prestigioso studio di Piazza di Spagna a Roma è della massima delicatezza: sostiene che il divieto di cumulo tra pensione e stipendio dei vertici della società (che, se non cambierà la legge in vigore, rischia di scattare a fine anno), comunque non si applica agli incarichi rinnovati prima di dicembre 2026.

Oggetto e ragione dell’incarico sono infatti presto detti anche se la dicitura è oscura. La parcella da 12mila euro (più Iva e oneri di rito) è per la stesura di un parere pro veritate “in ordine all’ambito temporale di applicazione dell’art. 20, comma 3-undecies, del D.L. 22 aprile 2023, n. 44”.
Si tratta della norma con cui il governo Meloni ha introdotto una deroga al divieto per i pensionati di ricevere incarichi pubblici retribuiti. Un’eccezione giustificata dalla missione di chi, come Ciucci, da pensionato d’oro è stato chiamato a rivestire cariche negli organi di società controllate da Amministrazioni centrali dello Stato che hanno come scopo esclusivo la realizzazione di un progetto di preminente interesse nazionale. Il Ponte, insomma. Ma la deroga concepita nel 2023 scade il 31 dicembre 2026. E allora che fare? Con il parere, spiegano dalla società, “è stata acquisita la garanzia che il contratto dei vertici della società vive perché il loro rinnovo è avvenuto prima della scadenza della deroga prevista dalla legge”. Quindi il cumulo tra pensione e stipendio potrà continuare fino al 2028. Poi si vedrà.

Insomma Ciucci è salvo: secondo il parere potrà continuare a godere del doppio introito che gli è stato garantito grazie a una norma comparsa, nel più classico blitz agostano, nel decreto Asset del 2023. Poche righe che gli hanno consentito di sommare i 296mila euro di emolumenti da lavoro pagati dalla Stretto di Messina Spa ai 358mila euro che incassa da pensionato Anas: la bellezza di 655mila euro in tutto nel 2025.

In attesa della posa della prima pietra del Ponte intanto continuano a correre anche le altre spese della Stretto di Messina Spa. Dall’ultimo bilancio pubblicato nei mesi scorsi era già emerso che quelle per il personale erano schizzate a quota 11,8 milioni di euro a fine dicembre 2025 rispetto ai 9,1 dell’anno precedente. Specie per i super dirigenti che nel 2024 erano 19 (gli erano stati corrisposti 4,5 milioni per una media di 237mila euro l’anno a persona), a cui nel 2025 se ne sono aggiunti altri 4, portando i costi a 6,1 milioni con una media – anche se non tutte le retribuzioni sono ugualmente da urlo – lievitata a quota 268mila euro.

Notizia: nel 2026 andrà ancora meglio, stando al trend fotografato dall’ultimo documento pubblicato sul sito della società il 3 agosto, preceduto a luglio da un altro documento relativo al sistema di incentivazione e ai criteri di distribuzione dei premi “finalizzati a valorizzare il contributo individuale, le performance espresse e i comportamenti organizzativi ritenuti di particolare rilievo per il conseguimento dei risultati e lo sviluppo complessivo dell’organizzazione”. Più di mille parole parlano le cifre: lo scorso anno, per le performance del 2024, al personale sono stati erogati complessivamente 850mila euro a titolo di obiettivi strategici conseguiti. In attesa degli incentivi che verranno riconosciuti nel 2026 (per l’anno 2025), significativo è intanto il balzo in avanti dei premi una tantum: sono passati da 42mila euro (per il 2024) a 216mila per il 2025. Fonte: Il Fatto Quotidiano