16 Agosto 2026 Cronaca di Messina e Provincia

Messina, autopsia sulla 40enne argentina: morte causata da arresto cardiaco

È stato un arresto cardiaco a provocare la morte di Melissa Echevarria, la 40enne argentina il cui corpo era stato ritrovato venerdì scorso in un cortile di via La Farina, a Messina. È quanto emerso dall’autopsia eseguita ieri all’ospedale Piemonte dal medico legale incaricato dalla Procura di Messina, Giovanni Andò. L’esame autoptico non ha consentito di stabilire cosa abbia provocato l’arresto cardiaco. Il corpo della donna, ritrovato a due o tre giorni dal decesso, era infatti già in avanzato stato di decomposizione, un processo ulteriormente accelerato dalle elevate temperature delle ultime settimane. Gli accertamenti hanno comunque escluso una morte violenta: sul cadavere non sono stati riscontrati segni tali da far ipotizzare un’aggressione o altre cause traumatiche. Restano invece da chiarire le circostanze in cui la donna ha accusato il malore fatale. Secondo gli investigatori, non è escluso che al momento del decesso Melissa Echevarria non fosse sola e che qualcuno, invece di prestarle soccorso, si sia allontanato. Un’ipotesi ancora al vaglio della Squadra Mobile, che ha ricostruito le ultime ore di vita della 40enne. A far scattare l’allarme erano stati alcuni residenti della zona, insospettiti dal forte odore proveniente dal cortile alle spalle di un cantiere. Il corpo, disteso sulla schiena, non era visibile dalla strada. L’area era chiusa da un cancello assicurato con un grosso catenaccio, ma l’accesso era comunque possibile attraverso un foro presente nella parete. Sul posto erano intervenuti gli agenti della Polizia e gli specialisti della Scientifica, impegnati nei rilievi. Gli investigatori hanno inoltre acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. I filmati potrebbero fornire elementi utili per ricostruire gli spostamenti della donna e individuare eventuali persone presenti nelle ore precedenti alla sua morte. Melissa Echevarria frequentava da tempo la zona di Provinciale, dove, secondo quanto ricostruito, viveva di espedienti. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.