16 Agosto 2026 Cronaca di Messina e Provincia

Messina, i capolavori di Antonello rubati: il furto fa il giro del mondo

Il furto di quattro opere di Antonello da Messina al MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare «Maria Accascina» di Messina, ha fatto il giro del mondo. La notizia del colpo messo a segno la sera del 15 agosto, nelle ore della Processione della Vara, è stata battuta da Reuters e Associated Press e rilanciata dalle principali testate internazionali – dal britannico Guardian alla canadese Cbc, fino al singaporiano Straits Times – come una perdita per il patrimonio culturale europeo. Sottratte tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, firmato e datato 1473, e la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e il Cristo in pietà, estratta da una teca blindata.

Il dettaglio che colpisce la stampa estera

Il punto su cui insistono quasi tutte le ricostruzioni internazionali è lo stesso. Reuters sottolinea soprattutto un dato simbolico: il Polittico era l’unica opera di Antonello rimasta nella città natale del pittore. La Cbc riporta la nota del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha parlato di sconcerto e tristezza. La direttrice del museo, Marisa Mercurio, all’agenzia Ansa ha collocato il furto poco prima delle 22 e ha definito le tavole «il biglietto da visita per questo museo». L’assessore comunale alla Cultura Enzo Caruso, citato da diversi network stranieri, ha parlato di «un colpo quasi da film, come al Louvre».

Il tempismo e il precedente di Parma

Le testate estere sottolineano il tempismo dell’incursione, avvenuta mentre l’attenzione della città era concentrata sulla Vara che aveva appena concluso il suo percorso in piazza Duomo. Ricorre anche il contrasto con la notizia di appena due giorni prima: il 14 agosto i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale avevano annunciato il recupero dei tre dipinti di Cézanne, Renoir e Matisse rubati alla Fondazione Magnani Rocca, nel Parmense, nella notte fra il 22 e il 23 marzo. Secondo una prima ricostruzione a Messina i ladri sarebbero entrati da una porta secondaria e sarebbero stati in tre, con il volto coperto.

Rubare un Antonello è più facile che venderlo

Sul mercato nero si concentrano le analisi rilanciate all’estero. Lynda Albertson, responsabile dell’associazione di ricerca sui crimini d’arte Arca, in dichiarazioni riprese dalle agenzie internazionali ha osservato che opere così riconoscibili sono di fatto invendibili sui canali legali e finiscono spesso per passare da un gruppo criminale all’altro come garanzia per altre attività illecite. Più di un’analisi collega inoltre l’attenzione internazionale sull’artista all’acquisto da parte dello Stato italiano, lo scorso febbraio, dell’Ecce Homo di Antonello da Sotheby’s di New York. Due delle sei tavole prese di mira – il San Benedetto e il San Gregorio Magno – sono state ritrovate poche ore dopo il furto, abbandonate sul muretto esterno del museo lungo viale della Libertà e segnalate alle forze dell’ordine da alcuni passanti.