Dallo Stretto al PalaMazzola: il cuore inclusivo del Castanea Basket accende i Giochi del Mediterraneo
Di Alessia Di Fiore - Un pullman partito da Messina con 56 persone a bordo, tra atleti, famiglie e allenatori, verso una delle vetrine sportive più prestigiose dell'intero bacino del Mediterraneo. Per i ragazzi del Castanea Basket, l'apertura dei Giochi del Mediterraneo a Taranto non è stata una semplice trasferta, ma il coronamento di un sogno: scendere sul parquet del PalaMazzola, rimesso a nuovo per l'occasione con un investimento di 4 milioni di euro, e mostrare a tutti la bellezza travolgente del Baskin e del Futs-All (il calcio a 5 inclusivo). Protagonista e guida di questa straordinaria spedizione è stato coach Filippo Frisenda, referente e formatore del Castanea Basket, che insieme ai suoi ragazzi e al suo staff ha regalato un momento di puro sport e profonda emozione al pubblico pugliese.
«La vetrina dei Giochi del Mediterraneo è stata un banco di prova fondamentale – racconta Frisenda –. In questa fase sperimentale, le istituzioni sportive stanno valutando dove inquadrare queste discipline. A differenza di altre realtà, qui si crea un connubio unico: non si tratta di assistenzialismo o di "far fare un giro in campo", ma di agonismo e appartenenza pura. L'evento a Taranto ha dimostrato a tutti la bellezza di questo sport, avviando un percorso che ci auguriamo possa condurlo un giorno ai Giochi Olimpici o Paralimpici» dice parlando del Baskin.
Un traguardo giunto dopo un lungo cammino per il Castanea Basket, società messinese che gestisce con passione la palestra comunale di Ritiro, diventata un faro sociale per oltre 300 tesserati in un quartiere complesso.
«Ho scoperto il Baskin nel 2015 – prosegue Frisenda – dopo l'incontro in palestra con una madre che mi chiedeva se il figlio con sindrome di Down potesse fare pallacanestro. Lì ho capito che dovevo trovare qualcosa per questi ragazzi, che troppo spesso venivano accolti formalmente ma poi isolati ai margini del gioco. Con il Baskin abbiamo dato loro un ruolo centrale: qui ogni ragazzo si sente utile, valorizzato, parte integrante di uno schema di gioco e di una famiglia».
Un viaggio così importante ha richiesto uno sforzo organizzativo e finanziario notevole, reso possibile anche dal fondamentale contributo del tessuto imprenditoriale.
«Il supporto di Nettuno Servizi è stato assolutamente fondamentale – sottolinea coach Frisenda –. Ci ha dato una grandissima mano per non gravare sulle famiglie, evitando di chiedere loro un ulteriore sostegno economico. Trasportare e alloggiare una delegazione di oltre 50 persone per una trasferta del genere richiede risorse importanti: Nettuno Servizi ha investito su questi ragazzi regalando loro un sorriso e trasformando in realtà un sogno che altrimenti sarebbe potuto rimanere tale. Senza il loro sostegno come sponsor principale non avremmo potuto permetterci questo evento».
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L'esperienza in terra pugliese ha lasciato un segno indelebile nell'animo di tutta la delegazione peloritana.
«La straordinarietà di questo sport sta anche nel vedere adulti e ragazzi condividere contemporaneamente lo stesso parquet, giocando insieme d'intesa – conclude con emozione Frisenda –. Vedere un atleta segnare il canestro della vittoria, con la mamma in lacrime sugli spalti, è il vero senso dello sport. Questi ragazzi, che la società e la vita quotidiana spesso rendono "invisibili", al PalaMazzola sono stati i veri e unici protagonisti. Vedere i loro occhi illuminarsi e il loro sorriso quando indossano la maglia ci rianima, ci dà una forza immensa e ci ricorda perché dedichiamo anima e corpo a questo progetto ogni singolo giorno».
I Protagonisti della spedizione a Taranto
Ecco la delegazione del Castanea Basket che ha rappresentato Messina ai Giochi del Mediterraneo:
Coach: Filippo Frisenda
Arbitro: Giusy Ardizzone
Staff: Giovanni Marano, Grazia Pavone
Atleti:
Domenico Zagami, Martina Marano, Fabiana Ripa, Claudio Sabella, Franco Sabella, Alberto Galletta, Gianpiero Acacia, Giovanni Filippino, Antonino De Francesco, Lelio Rando, Christian Lazzarotti, Stefano Libro, Gabriele Lucchese, Francesco Lichì, Emanuele Castriciano.
In foto@Filippo Frisenda e Antonio Bodini, l’inventore del Baskin