24 Agosto 2026 Cronaca di Messina e Provincia

«Forti criticità» alla base dello stop del pronto soccorso del Piemonte

Le motivazioni che hanno portato alla chiusura del pronto soccorso dell'ospedale Piemonte dal 31 agosto all’11 ottobre erano state messe nero su bianco in una nota della vigilia di Ferragosto, trasmessa ai sindacati dal direttore sanitario Marcello Nucifora. Nel documento, firmato anche dal direttore di presidio Bruno Cosenza, viene spiegato che «a seguito di verifiche tecniche e microbiologiche sul funzionamento degli impianti di trattamento aria del blocco operatorio della rianimazione e dell’Utic (Unità di terapia intensiva cardiologica, ndr), si è preso atto della presenza di forti criticità». Al punto che, come emerso da una relazione tecnica, «gli interventi di sostituzione degli impianti non potevano essere ulteriormente differiti». Quando, poi, si sono tenute alcune riunioni con i responsabili dei vari reparti ed i coordinatori infermieristici, i direttori delle unità chirurgiche e del blocco operatorio e della rianimazione hanno sottolineato che «la chiusura del blocco operatorio e delle sale operatorie non è compatibile con una corretta gestione delle emergenze chirurgiche di qualsiasi tipologia che dovessero presentarsi al Pronto soccorso, poiché non consente di erogare la corretta e tempestiva assistenza ai pazienti di questa tipologia».

Da qui la decisione unanime di abbinare alla chiusura delle attività chirurgiche quella del Pronto soccorso generale, a cui sono seguite riunioni con le altre aziende ospedaliere ed il responsabile del 118 per «stilare un piano cittadino alternativo per la gestione delle emergenze ed urgenze che tenesse conto della esclusione di questo istituto della effettuazione di tali attività». Il piano stilato è stato poi approvato e sottoscritto dal direttore sanitario facente funzioni del Papardo (va ricordato, a proposito, che il Papardo da marzo è senza un direttore sanitario), dal direttore sanitario del Policlinico e dal responsabile del servizio emergenza del 118, oltre che, ovviamente dal direttore sanitario del Piemonte.

I responsabili delle unità operative che verranno chiuse manterranno comunque un medico, un infermiere e un operatore socio-sanitario per turno e per unità operativa, per «garantire le attività assistenziali ai pazienti ricoverati nelle restanti unità operative dei due presidi».

Il 16 agosto, poi, è stato predisposto un piano operativo interno, in cui sono previsti tutti i passaggi, a partire dal blocco dei ricoveri in Medicina interna (già avvenuto), nei cui locali vengono accolti temporaneamente i pazienti dell'Unità spinale. A questi spazi, invece, sono destinati i pazienti ricoverati in Utic, mentre per ieri era previsto il blocco dei ricoveri nell'Osservazione breve intensiva del Pronto soccorso, dove verranno trasferiti i pazienti della Terapia intensiva. Dovranno essere del tutto liberati, invece, i reparti direttamente interessati dai lavori. Tutto sospeso, fino a metà ottobre.