La tragedia di Pistunina I dati dei telefonini all’esame dei Ris
Potrebbero aggiungere nuovi tasselli al quadro dell’inchiesta chat, messaggi e chiamate dei telefonini dei tre indagati per il crollo della palazzina di via Giorgio La Pira a Pistunina. Elementi che presto saranno al vaglio degli investigatori.
Dopo un primo rinvio, ieri a Catania è stata effettuata l’estrazione forense dei dati dei telefoni cellulari acquisti dai carabinieri. Nelle prossime settimane il loro contenuto potrà essere esaminato dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta sul crollo.
La Procura sta procedendo per le ipotesi di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.
Quei dati potrebbero aiutare a ricostruire rapporti, conversazioni che sono intercorse e che riguardano le tre persone indagate: gli imprenditori Alessandro Panarello e Pasquale D’Ali e l’ingegnere Pietro Leone.
Gli esiti più attesi sono però altri: quelli della comparazione del Dna, estratto dai carabinieri del Ris, sui resti biologici recuperati tra le macerie della palazzina collassata all’improvviso. Nei giorni scorsi sono stati convocati dai carabinieri i familiari di alcune delle vittime per effettuare la comparazione del codice genetico. A breve si potrebbero avere quelle risposte tanto attese soprattutto dalle famiglie di Santino Magazzù, marito di Rosa Leone, e del collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya che ancora risultano disperse. I loro familiari attendono da quel tragico 30 luglio.
Finora le macerie della palazzina crollata hanno restituito i corpi dei fratelli Carmelo, Rosa e Sara Leone e quello della giovane Alessandra Frazzica. Solo per lei si sono già svolti i funerali.
Nel frattempo su di un altro fronte proseguono gli accertamenti tecnici del tre consulenti nominati dalle sostitute procuratrici Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone, coordinate dal procuratore Antonio D’Amato per accertare la dinamica, le cause e concause che hanno determinato il crollo dell’immobile e la morte di sei persone.
Lo scorso 27 agosto gli ingegneri Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani, ed i consulenti tecnici sia di alcune delle parti offese che degli indagati e anche qualche avvocato, accompagnati dai vigili del fuoco e dai carabinieri, hanno effettuato il primo sopralluogo a Pistunina tra i resti della palazzina crollata. Subito dopo si sono recati anche nelle altre due aree, quella del parcheggio rosso dello stadio “Franco Scoglio” e quella del 24esimo Reggimento Peloritani dove sono custodite le macerie della palazzina. Si è trattata di una prima ricognizione dei luoghi per farsi una prima idea e cominciare un lavoro che si preannuncia complesso. Anche su questo fronte si dovranno confrontare le tesi delle varie parti coinvolte.