14 Settembre 2026 Cronaca di Messina e Provincia

La tragedia di Pistunina, iniziati gli accertamenti sulle macerie depositate nel parcheggio dello stadio a San Filippo

A quasi 50 giorni dal crollo della palazzina di via La Pira a Pistunina sono iniziati stamattina gli accertamenti nelle macerie ammassate nel parcheggio rosso dello stadio San Filippo. A richiederli alle sostitute Anita Siliotti ed Antonietta Ardizzone i consulenti della Procura Antimo Fiorillo, Rodolfo Urbani e Andrea Prota.

L'obiettivo è la ricerca e la conservazione di reperti utili alle indagini, materiali che potrebbero in qualche modo aver provocato l'implosione dell'edificio. Dunque pilastri, frammenti di tubazioni, mattonelle, altro materiale che potrebbe non solo aver indebolito, ma anche appesantito la struttura di via La Pira.

Della selezione dei reperti se ne occuperanno i bobcat e le gru dei Vigili del Fuoco. I reperti che secondo i periti avranno una valenza ai fini investigativi a fine giornata saranno trasferiti e stoccati nel piazzale d'ingresso della palazzina crollata a Pistunina. Saranno coperti con appositi teli e quindi analizzati dai consulenti. Concluse le operazioni al parcheggio dello stadio San Filippo si passerà all'area del 24°Reggimento Artiglieria dove sono stati depositate altre macerie. Accertamenti sui quali la Procura confida parecchio.

Dall'analisi soprattutto dei pilastri e degli altri materiali gli inquirenti puntano ad individuare le possibili cause del disastro che ha provocato al momento cinque vittime ed un disperso. Le macerie hanno restituito i corpi dei fratelli di Carmelo, Sara e Rosa Leone, della commessa del bazar cinese Alessandra Frazzica e i resti di Santo Magazzù marito di Rosa Leone. Nessuna traccia invece è stata trovata del domestico cingalese della famiglia Leone Lairu Warna-Kulasuriya rimasto l'unico disperso.

Mercoledì alle 10 in Cattedrale saranno celebrati i funerali dei fratelli Leone e di Santo Magazzù, mentre nelle settimane scorse erano già stati eseguiti quelli di Alessandra Frazzica. Nell'inchiesta, avviata dal Procuratore capo Antonio D'Amato, sono indagati gli imprenditori Pasquale D'Alì e Alessandro Panarello e l'ingegnere Pietro Leone con le ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. In questi giorni i Carabinieri di Catania hanno estratti i dati dai telefoni cellulari delle vittime. Toccherà poi ai Ris esaminarli e scoprire se fra gli indagati e la famiglia Leone siano intercorsi messaggi e inviate fotografie che possano aprire uno squarcio sulle responsabilità della tragedia.