17 Settembre 2026 Cronaca di Messina e Provincia

Truffa e sfruttamento di persone, la Questura di Messina firma un protocollo con l’associazione Penelope

È stato firmato ieri pomeriggio negli uffici di via Placida un protocollo operativo tra la Questura di Messina, rappresentata dal questore Salvatore La Rosa, e l’associazione Penelope Coordinamento Solidarietà Sociale Ets, rappresentata dal presidente Giuseppe Bucalo, volto al contrasto della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento lavorativo e della prostituzione.

Sfruttamento e vulnerabilità dei migranti

Una realtà sommersa che interessa i migranti presenti nella provincia di Messina e che fa leva sulla loro estrema vulnerabilità e ricattabilità, spesso legata alla condizione di irregolarità sul territorio nazionale.

Il protocollo promosso dall’associazione Penelope nell’ambito del progetto “Nuvole”, finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, mira a definire procedure certe per permettere ai migranti vittime di questi gravi reati contro la persona di accedere ai percorsi di tutela e assistenza previsti dalla legislazione vigente in maniera rapida e concreta.

Il quadro normativo e i permessi di soggiorno

Le normative vigenti, in particolare il Piano d’Azione Nazionale contro la tratta e lo sfruttamento di esseri umani, l’articolo 18 nel Testo Unico Immigrazione e il recente Decreto Legislativo numero 115/2026, prevedono interventi mirati e coordinati fra tutte le istituzioni per far sì che ai migranti che denunciano o siano vittime di situazioni di sfruttamento siano garantiti un permesso di soggiorno e interventi di accoglienza, presa in carico e inclusione sociale.

Gli impegni dell’associazione Penelope e il ruolo della Questura

Attraverso il protocollo, l’associazione Penelope si impegna a segnalare alla Questura le situazioni di grave sfruttamento di cui viene a conoscenza provvedendo alla messa in sicurezza delle vittime e accompagnandole nel processo di regolarizzazione e di inclusione sociale.

Da parte sua la Questura si impegna a segnalare all’associazione, previa autorizzazione del giudice, le vittime che necessitino di interventi di protezione e a rilasciare tempestivamente, ove ne ricorrano i presupposti, il permesso di soggiorno, permettendo loro di accedere alle tutele previste dalla normativa vigente.