LE POLEMICHE DOPO LA SCARCERAZIONE DEL BOSS GERLANDO ALBERTI DEL 2009: PROSCIOLTO L’AVVOCATO FABIO REPICI, ACCUSATO DI DIFFAMAZIONE DAI GIUDICI MAISTO E MIRANDOLA
di Enrico Di Giacomo - La corte di appello di Roma, terza sezione penale (presidente Campolo, relatrice Tursi) ha prosciolto l’avvocato Fabio Repici, imputato di diffamazione ai danni dei magistrati Francesco Maisto e Manuela Mirandola, giudici del tribunale di sorveglianza di Bologna che il 3 dicembre 2009 disposero la detenzione domiciliare in favore di Gerlando Alberti junior, condannato definitivamente all’ergastolo il 18 marzo 2009 per l’omicidio di Graziella Campagna. In primo grado, il tribunale di Roma (giudice Vincenzo Terranova) il 27 maggio 2016 aveva assolto Fabio Repici e anche gli altri due imputati, l’ex direttore del quotidiano la Repubblica Ezio Mauro e la giornalista Alessandra Ziniti. Contro quella sentenza era stato proposto appello dalla Procura della Repubblica, dalla Procura generale e dalla parte civile Francesco Maisto. In particolare, oggi le giudici della Corte di appello hanno dichiarato la sopravvenuta prescrizione per gli imputati Mauro e Ziniti, assistiti dagli avvocati Mazzà e Gabrielli. Repici, invece, difeso dagli avvocati Nicola Marchese e Calogero Monastra, ha rinunciato alla prescrizione. Per lui la Corte di appello ha dichiarato, per una parte dell’imputazione, l’improcedibilità per l’esistenza di un precedente giudicato assolutorio (sentenza della Corte di appello di Torino del 14 ottobre 2020) e per la restante parte dell’imputazione ha confermato la sentenza di assoluzione di primo grado.
La scarcerazione di Gerlando Alberti junior a dicembre 2009 aveva provocato aspre critiche, non solo da parte del difensore dei familiari della diciassettenne di Saponara, ma anche da numerosi esponenti politici e della società civile. L'avvocato Repici commentò con durezza la notizia, anche perché le ottimali condizioni di salute di Alberti erano state visibili a tutti durante il processo e al legale risultarono evidenti i suoi tentativi fraudolenti di ottenere immeritati benefici per falsi problemi sanitari.
Il provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Bologna fu impugnato dalla Procura generale di Bologna e annullato dalla Corte di Cassazione. L’assassino di Graziella Campagna fu ricondotto in carcere, per rimanervi a lungo. Alberti è morto a dicembre 2025.