Il duplice omicidio Portogallo-Cannavo’, definitiva la condanna a 20 anni per Costantino
Diventa definitiva la condanna a 20 anni per il 39enne Claudio Costantino nel processo per il duplice omicidio avvenuto il 2 gennaio del 2022 a Messina nei pressi della sua abitazione. Si chiude così l’iter giudiziario per la sparatoria avvenuta in via Eduardo Morabito, una stradina di Camaro S. Luigi, nella quale Costantino uccise il 31enne Giovanni Portogallo, morto per strada dopo essere stato raggiunto da alcuni proiettili, e rimase gravemente ferito il 35enne Giuseppe Cannavò, deceduto dopo alcuni giorni d’agonia in ospedale. Portogallo stramazzò subito a terra cercando di fuggire, ancora con il casco in testa. La pistola, una 9x21, che il 39enne adoperò per sparare, non fu mai ritrovata. E lui fuggì per un periodo in Calabria, poi fu catturato.
La prima sezione penale della Cassazione, con un verdetto reso nel tardo pomeriggio di ieri, ha infatti rigettato il ricorso presentato dai legali di Costantino, il prof. Carlo Taormina e l’avvocato Filippo Pagano, così come aveva chiesto per l’accusa il sostituto procuratore generale («siamo di fronte ad una “doppia conforme”»). Anche in Cassazione, così come negli altri gradi di giudizio, per i familiari delle vittime le parti civili sono state rappresentate dalle avvocate Cinzia Panebianco e Angela Martelli.
Il processo di primo grado si era concluso sempre con la condanna a 20 anni e i giudici avevano escluso le aggravanti della premeditazione e dei motivi abbietti e futili, applicando uno sconto di pena per la scelta del rito abbreviato. E ad appellare la sentenza di primo grado erano state sia l’accusa che la difesa. In assise d’appello il sostituto pg Giuseppe Costa aveva chiesto la condanna all’ergastolo mentre la difesa, rappresentata dal prof. Taormina e dall’avvocato Pagano aveva ancora una volta sostenuto che in questa vicenda si è trattato della cosiddetta “legittima difesa domiciliare”. E nel novembre del 2025 i giudici della corte d’assise d’appello, il collegio era presieduto da Carmelo Blatti, avevano confermato la sentenza di primo grado, 20 anni di carcere, compresi i risarcimenti alle parti civili.
Sul movente non ci sono state mai certezze, in primo grado l’accusa ha ipotizzato che alla base potrebbero esserci stati contrasti tra i tre forse per questioni legate alla droga.
Costantino nel dicembre del 2025 ha subito un’altra condanna a 20 anni per traffico di droga. L’indagine della Squadra Mobile fu avviata a seguito proprio del duplice omicidio di Portogallo e Cannavò. All’epoca furono disposte una serie di intercettazioni che permisero di aprire un altro fronte investigativo su una rete dello spaccio di droga attiva a Camaro. Un giro dello spaccio di cocaina, marijuana e crack. Le indagini permisero anche di risalire ai contatti in Calabria dove, secondo gli investigatori, si trovava il canale di rifornimento delle sostanze stupefacenti per il gruppo capeggiato da Costantino.