Merce contraffatta sui social: 10 patteggiamenti a Messina
La vendita nelle pagine social di merce contraffatta è stata al centro dell'udienza preliminare che si è conclusa con 10 patteggiamenti. La sentenza è del gup Nunzio Di Salvo che ha applicato ad ognuno la pena concordata.
Questa la sentenza: Giuseppa Paratore 2 anni convertiti in detenzione domiciliare sostitutiva; Giuseppa Arrigo 1 anno e 8 mesi pena sospesa; Giuseppe Nostro 1 anno e 8 mesi pena sospesa; Gaetano Arrigo 1 anno e 11 mesi, Maria Carbonaro 10 mesi , pena sospesa; Davide Puleo 1 anno e 8 mesi; Ramona Assenzio 2 anni con pena convertita nella detenzione domiciliare sostitutiva; Paolo Arrigo 3 anni, per quest'ultimo è stata disposta la sostituzione della custodia in carcere con i domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico; Alessia Stracuzzi 2 anni con pena convertita nella detenzione domiciliare sostitutiva e Angelo Arrigo 2 anni e 8 mesi, anche per lui è stata disposta la sostituzione della custodia in carcere con quella ai domiciliari con braccialetto elettronico.
Le vendite di merce contraffatta online sono emerse da un'indagine dei militari del Gruppo di Messina della Guardia di Finanza. C'era una pagina social che metteva in vendita, attraverso dirette, centinaia di prodotti, che venivano poi ritirati dagli acquirenti presso le abitazioni degli indagati, anche durante la televendita, oppure consegnati a casa, per quelli più vicini, o spediti per chi era distante. Nella difesa sono stati impegnati gli avvocati Salvatore e Gianmarco Silvestro, Antonello Scordo e Ignazio Panebianco.