UniLav, permessi per la 104 goduti ma senza autorizzazione
Fronte aperto alla UniLav S.c.p.a., società partecipata dall’Università di Messina in tema di permessi 104. Secondo una prima ricostruzione, alcuni dipendenti avrebbero usufruito dei permessi previsti dalla legge 104 sulla base di documentazione ritenuta sufficiente, ma senza che vi fosse il necessario provvedimento autorizzativo dell’Inps. Alcuni lavoratori avrebbero scoperto solo adesso che le relative istanze sarebbero state rigettate dall’Istituto anche anni prima e per loro si apre il rischio di richieste di restituzione di somme percepite in buona fede.
A luglio l’Inps chiede a UniLav integrazioni sulle posizioni di tre lavoratori rispetto al 2021. Di questi uno fornisce subito la documentazione, altri due invece non forniscono il carteggio necessario per motivazioni diverse (uno è andato in pensione, per un altro è venuto meno il motivo della 104 per morte del familiare). A quel punto, la società paga la sanzione per i due lavoratori e si cautela rispetto alla prassi adottata sino a quel momento, invitando tutti i dipendenti che godono di permessi per la 104 a fornire tutti i dettagli delle loro posizioni, per paura che qualcuno abbia goduto di un diritto che non gli spettava. Il nodo è delicato. I permessi 104 sono anticipati dal datore di lavoro e poi conguagliati con l’Inps; l’Istituto precisa che, in caso di mancato riconoscimento definitivo di disabilità grave o diritto al beneficio, si procede al recupero delle somme indebitamente percepite Inps. A questo appello di UniLav avrebbero risposto tutti i dipendenti tranne quattro, che al momento si sono visti sospendere il beneficio e su cui ci sono ulteriori accertamenti per capire come sia nato il cortocircuito.
Dalla società fanno sapere di aver sempre operato in maniera trasparente e conforme alla legge tanto che, nel 2023, a seguito di un controllo svolto da Inps e Inail, gli Enti hanno potuto verificare la correttezza dei procedimenti adottati.