Hub Atm a Torre Faro, Wwf e Man diffidano il Comune: “Stop ai lavori senza la valutazione ambientale”
Nuovo fronte di contestazione per l’hub di Atm in via Circuito, a Torre Faro. Il Wwf Sicilia nord orientale e l’Associazione Mediterranea per la Natura (Man) hanno inviato una nota al Comune di Messina, all’assessorato regionale Territorio e Ambiente e agli altri enti competenti, diffidando dal procedere con i lavori in assenza del completamento della procedura di Valutazione di incidenza ambientale. Le associazioni chiedono inoltre, con urgenza, di ricevere copia della documentazione progettuale e invitano ad avviare la Vinca nel rispetto delle misure di conservazione previste dalla normativa
La presa di posizione arriva dopo la notizia della consegna dei lavori a fine settembre per l'intervento che interessa l’area all’altezza della statua di Padre Pio, all’incrocio tra via Circuito e via Nuova, dove è prevista la realizzazione di un parcheggio per autobus e altri veicoli.
La Vinca non risulta sul portale regionale
Il punto centrale della contestazione è l’assenza di riscontri pubblici sull’espletamento della procedura ambientale. Le associazioni riferiscono di avere consultato il portale della Regione Siciliana dedicato alle valutazioni ambientali senza trovare una pratica riconducibile al progetto. Anche la ricerca attraverso la parola "parcheggi" avrebbe restituito soltanto un procedimento relativo a un diverso intervento sulla pista ciclabile e sulle aree di pertinenza del Comune di Messina.
Da qui la richiesta di chiarimenti agli enti coinvolti e la diffida a proseguire l’intervento senza la Vinca. Una contestazione che, allo stato, riguarda la mancata individuazione della procedura nella documentazione consultabile dalle associazioni: sarà necessario acquisire gli atti per verificare quale iter sia stato effettivamente seguito.
Il nodo della Laguna di Capo Peloro e il rischio allagamenti
A rendere particolarmente delicata la questione è la collocazione dell’area. Il progetto ricadrebbe nella Zona di protezione speciale (Zps) ITA030042, in un contesto connesso e prossimo alla Zona speciale di conservazione (Zsc) ITA030008 e alla Riserva naturale orientata Laguna di Capo Peloro.
Secondo Wwf e Man, l’intervento rientra tra le tipologie di pressione per le quali le misure di conservazione regionali richiamate nella nota prevedono la necessità di una valutazione di incidenza. Le associazioni chiedono quindi di accertare se siano state considerate le prescrizioni contenute nei decreti dirigenziali generali.
Tra gli aspetti che, secondo gli ambientalisti, devono essere chiariti ci sono il previsto colmamento dell’area, la successiva impermeabilizzazione del suolo, gli scavi necessari per le opere e la realizzazione di eventuali serbatoi per il trattamento delle acque di prima pioggia. Da verificare anche il sistema di smaltimento e di convogliamento delle acque, considerata la connessione con il sistema lagunare e con il canale Margi.
Nella nota viene richiamato anche il dato relativo alla falda acquifera, individuata a una quota di meno due metri sul livello del mare nella documentazione di un altro progetto situato più lontano dai laghi e dal canale Margi rispetto all’area interessata dall’hub. Un elemento che le associazioni ritengono meritevole di approfondimento, senza che il dato riferito a un'altra area possa essere automaticamente esteso al terreno destinato al parcheggio.
A rafforzare le preoccupazioni è inoltre quanto accaduto durante l’ondata di maltempo del 21 settembre. I dati citati nella comunicazione, attribuiti al Servizio informativo agrometeorologico siciliano e al meteorologo Daniele Ingemi, indicano precipitazioni molto intense nel territorio: a Ganzirri sarebbero stati registrati 130,2 millimetri di pioggia, mentre per Torre Faro le ricostruzioni meteorologiche richiamate nella nota e negli articoli di stampa riportano accumuli fino a circa 140 millimetri nell’arco di dodici ore. Le precipitazioni hanno provocato allagamenti e disagi alla circolazione tra Ganzirri e Sperone.
Per Wwf e Man, in un territorio che ha già mostrato criticità nella gestione delle acque meteoriche, diventa quindi essenziale conoscere le soluzioni progettuali previste e valutarne gli effetti sul suolo e sull’ambiente circostante.
La richiesta di accesso agli atti
La diffida si aggiunge alle contestazioni che, sul versante politico e amministrativo, stanno accompagnando la realizzazione dell’hub. L’intervento di Atm è già al centro delle richieste di chiarimento dell’opposizione, che vuole fare luce sulle scelte compiute per individuare l’area e sulle condizioni economiche dell’operazione.
La vicenda riguarda un terreno di proprietà dell’imprenditore Roberto Ruggeri, fondatore del Sud Innovation Summit, concesso in locazione ad Atm per nove anni per un importo complessivo di 330mila euro. L’area è destinata a ospitare il capolinea degli autobus e 32 posti auto. La scelta dell’area e la durata della disponibilità del terreno sono tra i punti sui quali i gruppi consiliari chiedono risposte all’amministrazione e ai vertici dell’azienda.
Con la loro iniziativa, le associazioni ambientaliste spostano ora l’attenzione anche sul versante delle autorizzazioni e della tutela dell’ecosistema di Capo Peloro. Oltre a diffidare dal proseguire i lavori senza il completamento della Vinca, Wwf Sicilia nord orientale e Man sollecitano l’invio urgente degli atti e il rispetto delle misure di conservazione applicabili. La verifica della documentazione sarà decisiva per chiarire se l’iter ambientale sia stato correttamente espletato e se le questioni sollevate sulla gestione delle acque e sull’impatto sul sistema lagunare abbiano trovato adeguata risposta.