Incidente mortale a Messina, confermata la condanna a due anni per il responsabile del cantiere. Ridotta la sospensione della patente
Morì a 28 anni nello scontro con un autocarro di Messina Servizi impegnato nella scerbatura dello spartitraffico. In appello resta invariata la pena per Antonino Comandè, mentre la sospensione della patente scende da quattro a due anni. Confermati anche i risarcimenti alle parti civili.
Due anni di condanna per omicidio stradale, con una sola modifica rispetto al primo grado: la riduzione da quattro a due anni della sospensione della patente. È quanto stabilito dalla Corte d’appello nel processo per la morte di Carmelo Luciano Galletta, il ventottenne che il 9 ottobre 2019 perse la vita in un incidente lungo via Catania, a Messina.
La vittima viaggiava in sella a uno scooter quando si scontrò con un autocarro di Messina Servizi Bene Comune. In quel momento gli operai della società erano impegnati nelle operazioni di scerbatura dell’aiuola spartitraffico. A rispondere dell’accusa di omicidio stradale è stato Antonino Comandè, che quella notte ricopriva il ruolo di responsabile del cantiere.
Il collegio d’appello, presieduto dal giudice Bruno Sagone, ha confermato la condanna a due anni di reclusione già pronunciata in primo grado dalla giudice monocratica Adriana Sciglio. L’unica variazione riguarda la pena accessoria della sospensione della patente, ridotta della metà.
Le impugnazioni erano state presentate sia da Comandè sia da Messina Servizi Bene Comune, chiamata a rispondere in qualità di responsabile civile. Per il resto, la decisione di primo grado è stata confermata, compreso il riconoscimento del diritto al risarcimento dei danni in sede civile.
Già in primo grado, la giudice Sciglio aveva disposto una provvisionale, cioè una somma da corrispondere in anticipo rispetto alla liquidazione definitiva del risarcimento, di 50mila euro per ciascuno dei genitori della vittima e di 25mila euro per il fratello. I familiari si erano costituiti parte civile nel processo, assistiti dall’avvocata Rosi Spitale.
Con la decisione d’appello resta dunque ferma la condanna a due anni per Comandè e la responsabilità civile di Messina Servizi Bene Comune, mentre l’unico punto modificato dai giudici riguarda la durata della sospensione della patente.