Messina, sette lavoratori in nero e tre attività sospese dopo i controlli dell’Ispettorato del lavoro
Sette lavoratori impiegati in nero e tre attività sospese. È il bilancio dei controlli effettuati dal personale dell’Ispettorato nazionale del lavoro in diversi comuni della provincia di Messina, nell’ambito delle verifiche sul rispetto delle norme che regolano i rapporti di lavoro e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli accertamenti, condotti tra il 28 settembre e il 9 ottobre dal personale tecnico e ordinario del Contingente ispettivo Sicilia, hanno interessato cantieri edili, attività commerciali ed esercizi del settore dei servizi alla persona. Le verifiche hanno riguardato Barcellona Pozzo di Gotto, Graniti, Monforte San Giorgio, San Pier Niceto e San Piero Patti. Le irregolarità più rilevanti sono emerse nel comparto dell’edilizia, dove gli ispettori hanno individuato lavoratori privi di regolare contratto e contestato violazioni in materia di prevenzione e sicurezza. In un cantiere sono stati scoperti tre lavoratori intenti a svolgere attività di carpenteria senza una regolare assunzione. Per l’impresa è scattata la sospensione dell’attività, accompagnata da una sanzione di 2.500 euro. A questa si aggiunge la maxisanzione per lavoro nero, che può arrivare fino a 3.900 euro per ciascun lavoratore irregolare. La ripresa delle attività è subordinata alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro e al rispetto degli obblighi relativi alla sorveglianza sanitaria e alla formazione sulla sicurezza. Altri due lavoratori in nero sono stati individuati in un secondo cantiere, anche in questo caso sottoposto a sospensione, con una sanzione di 2.500 euro e ulteriori contestazioni per l’impiego irregolare del personale. Durante un controllo in un altro cantiere edile è stata inoltre accertata la mancata redazione del Piano di montaggio, uso e smontaggio dei ponteggi (Pimus), documento obbligatorio per garantire la corretta gestione di queste strutture. La violazione prevede una sanzione fino a 2.847,69 euro. Le verifiche hanno interessato anche il commercio e i servizi alla persona. In un’attività commerciale è stato trovato l’unico dipendente dell’impresa senza una regolare assunzione. In considerazione delle caratteristiche di microimpresa, non è stata disposta la sospensione, mentre resta applicabile la maxisanzione per lavoro nero, fino a 3.900 euro. In un esercizio del settore dei servizi alla persona, invece, una delle tre lavoratrici presenti al momento dell’ispezione è risultata irregolarmente occupata. Oltre alla sospensione dell’attività e alla relativa sanzione di 2.500 euro, sono previste ulteriori penalità per lavoro nero e per la mancata visita medica e formazione in materia di salute e sicurezza, con un importo complessivo superiore a 5.000 euro. L’Ispettorato nazionale del lavoro ha annunciato che i controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di contrastare il lavoro irregolare, tutelare la salute dei dipendenti e garantire condizioni di concorrenza corrette tra le imprese.